Pensioni 2022, effetto Covid: assegni più bassi per chi lascia il lavoro

Come la crisi economica svaluta anche le pensioni dei lavoratori. Cosa aspettarsi dal 2022 e perché gli assegni saranno più bassi.

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Come la crisi economica svaluta anche le pensioni dei lavoratori. Cosa aspettarsi dal 2022 e perché gli assegni saranno più bassi.

Primi effetti del Covid sulle pensioni. Chi lascerà il lavoro nel 2022 si vedrà liquidare una pensione più bassa rispetto a chi l’ha lasciato un anno prima. Cosa sta succedendo?

Tutta colpa della crisi. Come noto, le pensioni sono legate all’andamento del Pil. Se questo scende, anche gli assegni tenderanno a diminuire poiché la rivalutazione del montante contributivo è legato all’andamento economico del Paese.

Pensioni più basse nel 2022

Più precisamente, la riforma pensioni del 1995 del governo Dini prevede che il montante contributivo si rivaluti in base all’andamento del Pil. Esattamente quella parte di montante che ricade nei versamenti previsti per il calcolo contributivo, cioè effettuati dal 1996 in poi.

Di recente una nota del Ministero del Lavoro ha certificato che il tasso medio annuo composto di variazione del Pil, nei cinque anni precedenti il 2021 (tasso di capitalizzazione), è risultato pari a -0,000215. Ne deriva che il coefficiente di rivalutazione è pari a 0,999785.

Tuttavia esiste una clausola di salvaguardia che impedisce che questo coefficiente possa scendere sotto “1”, ma la mancata svalutazione del montante contributivo sarà recuperata sulla prima rivalutazione positiva utile.

Quanto incide il tasso negativo

Il tasso di crescita negativo dell’economia ha quindi ripercussioni anche sulle pensioni. Il montante contributivo, cioè quel tesoretto che ogni lavoratore accantona con i versamenti dei contributi, non si rivaluta sempre allo stesso modo. Anzi, rischia anche (come si è viso) di svalutarsi.

Calcoli a parte, la domanda ogni lavoratore si pone all’ombra del crollo del Pil del 2020 e della crescita anemica dell’economia negli anni precedenti è:

a quanto potrebbe ammontare la riduzione dell’assegno delle pensioni in futuro?

Secondo le simulazioni degli esperti, la perdita di rivalutazione del montante nella parte contributiva potrebbe sfiorare il 2,5%, con una perdita potenziale del 1,6% rispetto a quest’anno su una pensione di vecchiaia con 15 anni di contributi versati prima del 1996.

Fatto 1.000 euro l’importo dell’assegno, si tratterebbe di 16 euro al mese. Ma è evidente che il trascorrere del tempo non gioca a favore dei futuri pensionati.

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