Ecobonus online a metà: riconosciuto ai concessionari ma non a chi compra l’auto

Debutta oggi l'eco incentivo auto ma non è ancora possibile chiederlo. I chiarimenti del Mise e delle Entrate e le motivazioni del ritardo.

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Debutta oggi l'eco incentivo auto ma non è ancora possibile chiederlo. I chiarimenti del Mise e delle Entrate e le motivazioni del ritardo.

Da mezzogiorno di oggi, 1 marzo 2019, sarà online la piattaforma per la richiesta degli eco incentivi auto. Funzionerà però solo al momento per la registrazione dei concessionari. Chi acquista una macchina o una moto elettriche non ha ancora modo di chiedere l’erogazione dell’ecobonus.

Manca ancora il decreto attuativo del bonus a favore di auto e moto elettriche che doveva essere stilato da Ministero del Tesoro, Sviluppo e Trasporti congiuntamente.

Il Mise dietro le pressioni dei concessionari e dei contribuenti interessati ha infatti precisato in una nota che quello di oggi non sarà “un click day e non sarà necessario affrettarsi nei primi giorni. La procedura prevede infatti due momenti distinti: la prima fase di apertura dello sportello sarà dedicata esclusivamente alla registrazione dei concessionari, che potranno iscriversi e caricare i propri dati identificativi. Solo successivamente, dopo specifica comunicazione da parte del ministero dello Sviluppo economico, si aprirà la seconda fase e si potrà inserire l’ordine e prenotare l’incentivo”.

Per una maggiore trasparenza sarà attivato anche un contatore online aggiornato in tempo reale con la disponibilità residua per la misura. Il Ministero delle Sviluppo ha infatti precisato che “sulla piattaforma sarà presente un contatore di risorse per seguire in tempo reale la disponibilità finanziaria del bonus” invitando per maggiori informazioni anche a compilare la «scheda contatto» sul nuovo sito oppure a chiamare il numero azzurro 848.886886.

Ecoincentivi auto e tassa: i chiarimenti delle Entrate

Le Entrate hanno anche chiarito che “sarà il venditore a riconoscere il contributo all’acquirente sotto forma di sconto sul prezzo. Successivamente l’impresa costruttrice o importatrice dell’auto rimborsa l’importo al venditore e lo recupera a sua volta sotto forma di credito d’imposta”, aggiungendo così un altro tassello importante mancante alla procedura.

Intanto l’Agenzia delle Entrate ha comunicato anche che la tassa sulle auto “più inquinanti” (anche se l’espressione è impropria) dovrà essere pagata contestualmente all’immatricolazione e che il codice tributo corrispondente è il 3500.

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