Ecobonus 2020, possibili modifiche in arrivo: ecco le proposte

Ecobonus 2020: quali proposte di modifica starebbe valutando il governo. Possibili scenari dall'anno prossimo.

di , pubblicato il
Ecobonus 2020: quali proposte di modifica starebbe valutando il governo. Possibili scenari dall'anno prossimo.

È probabile, nel prossimo futuro, una riorganizzazione dei meccanismi in base al quale viene erogato il credito d’imposta del cosiddetto Eco-bonus”. Metodo che attualmente penalizza le piccole aziende.

Leggi anche: Proroga bonus casa 2020: come funzioneranno le novità più importanti

Le polemiche da parte dei piccoli fornitori sullo sconto immediato in fattura

L’ecobonus consiste in una detrazione Irpef o Ires concessa quando si eseguono interventi che aumentano il livello di efficienza energetica degli edifici esistenti. In generale, le detrazioni sono riconosciute per: la riduzione del fabbisogno energetico per il riscaldamento; il miglioramento termico dell’edificio (coibentazioni – pavimenti – finestre, comprensive di infissi); l’installazione di pannelli solari; la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale. L’agevolazione può essere richiesta per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2019. Per la maggior parte degli interventi la detrazione è pari al 65% anche in questo caso da ripartire in 10 rate annuali di pari importo.

Il meccanismo del credito d’imposta è abbastanza ambiguo e soprattutto penalizzante per i piccoli fornitori.

La norma prevede, infatti, lo sconto diretto in fattura al cliente, e solo in un secondo momento il fornitore potrà recuperare tali somme sotto forma di credito di imposta, da usare in compensazione, a partire dall’anno successivo.

Ricordiamo che il cliente, con tale meccanismo, dovrà pagare solamente il 35% del corrispettivo chiesto dal fornitore, in quanto il bonus prevede ben il 65% di detrazione del costo sostenuto per tali interventi.

È proprio questo il nocciolo delle proteste. Per le piccole aziende, operanti nel settore, comincia a diventare impossibile continuare ad anticipare uno sconto in fattura così cospicuo, per poi ottenere un rimborso dopo troppo tempo (a partire dal successivo anno d’imposta).

In un quadro del genere una competizione con le grosse aziende non può reggere sul lungo periodo.

Le proposte al banco del governo per l’Ecobonus 2020

Attualmente, vi sarebbero 2 diverse prospettive d’azione per tentare di aggirare questa problematica:

  1. Rendere il credito d’imposta utilizzabile a partire dal secondo mese dello sconto (e non più dal successivo anno d’imposta);
  2. Rendere possibile richiedere l’erogazione del rimborso di quanto dovuto direttamente all’Agenzia Delle Entrate, entro tre mesi dal momento in cui viene anticipato lo sconto.

Staremo a vedere se almeno una delle due ipotesi arriverà a concretizzarsi e continueremo a tenervi aggiornati in merito all’argomento.

Argomenti: