Ecco perché il Cashback è pronto a tornare, c’è già anche la data

L’introduzione del Bonus Cashback ha avuto effetti positivi sull’incremento di operazioni con Pos. Presto potrebbe tornare.

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Come ormai sappiamo, dal 1° luglio, il bonus cashback è stato sospeso per tutto il secondo semestre del 2021.

Il motivo di questo stop è che la misura avrebbe “un carattere regressivo ed è destinato ad indirizzare le risorse verso le categorie e le aree del Paese in condizioni economiche migliori”.

Ultimamente, però, il governo sembrerebbe fare marcia indietro. Il bonus cashback, nelle parole del Ministro dell’Economia e delle Finanze, Daniele Franco, ha avuto anche effetti positivi e, per tale motivo, potrebbe presto tornare. Vediamo meglio di cosa si tratta.

Bonus Cashback, i motivi della sua sospensione

L’intero programma del bonus cashback, come già detto, si è fermato il 30 giugno 2021, al termine del primo semestre. Le somme accumulate durante questo periodo, come inizialmente previsto, dovrebbero essere rimborsate entro 60 giorni dalla chiusura del periodo (fine agosto).

Il cashback, spiegano fonti di Palazzo Chigi, “ha un carattere regressivo ed è destinato ad indirizzare le risorse verso le categorie e le aree del Paese in condizioni economiche migliori”.

Secondo i primi dati raccolti sul bonus cashback, infatti, i maggiori utilizzatori sono stati gli abitanti del nord Italia, o comunque soggetti residenti in grandi città e con un reddito medio-alto.

La misura, dunque, rischia di accentuare le disuguaglianze favorendo le famiglie più ricche.

La misura potrebbe ritornare, ma sono necessarie ulteriori valutazioni

Il ministro dell’Economia, Daniele Franco, nel corso dell’audizione sulle tematiche relative alla riforma fiscale nelle commissioni Finanze di Senato e Camera che si è tenuta qualche mese fa, ha chiarito che “l’introduzione del cashback ha anche avuto degli effetti positivi sull’incremento di operazioni con Pos”.

Adesso, però, bisogna valutare se i benefici della misura siano adeguati a coprirne i costi.

Se così fosse, ha spiegato il ministro, nulla impedirebbe di riprenderne la sua attuazione. La data prevista è quella del 1° gennaio 2022. Si pensa, cioè, di farlo ripartire già dall’inizio del primo periodo (semestre) del prossimo anno.

 

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