E-mail Marketing: funziona ancora oggi?

Pubblicità via email: come potenziare l'e-mail marketing e non finire in spam

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
Pubblicità via email: come potenziare l'e-mail marketing e non finire in spam

L’e-mail marketing è uno strumento molto usato per fare pubblicità su internet. In questa guida cercheremo di capire meglio che cos’è, come funziona e a chi si rivolge. Nelle pagine che seguono quindi analizzeremo le potenzialità di questo metodo promozionale ma anche i limiti in cui cade chi esagera: in epoca moderna infatti il limite tra email marketing e spam è labile. Lo spunto riflessivo da cui parte questo approfondimento è: l’e-mail marketing può funzionare ancora oggi o è da considerare ormai superato e, ancor peggio, controproducente?

Direct marketing: che cos’è e perché funziona

Prima di comprendere se e quando il direct marketing funziona, è bene capire in che cosa consiste e come si fa. Semplificando al massimo possiamo dire che con questo termine ci riferiamo alle email pubblicitarie inviate via email. I punti di forza di questa tecnica di marketing sono il contatto diretto col cliente, o potenziale tale, e la misurabilità dei risultati. Per comprendere meglio questo concetto facciamo un rapido confronto tra e-mail marketing e pubblicità in tv: quest’ultima ha carattere generale e quindi non c’è modo di selezionare il target di pubblico. Il direct marketing invece fornisce immediatamente un riscontro sull’interesse del destinatario. Condurre dei test via email è facile: basta inviare, per esempio, due format diversi di e-mail a due gruppi omogenei e, sulla base dei risultati, scegliere quale tipo di messaggio ha riscosso più successo.

Direct marketing: 5 strumenti per potenziare l’efficacia della pubblicità via email

Del resto basta pensare che, secondo recenti statistiche, il 91% dei consumatori ammette di controllare le email almeno una volta al giorno per rendersi conto di quanto questo strumento possa essere efficace. Ovviamente a patto che sia fatto bene. Ecco cinque strategie per fare in modo che le email di pubblicità non finiscano nello spam.

  • Prima di tutto bisogna utilizzare elenchi realizzati secondo criteri selettivi per essere sicuri di inviare l’email di pubblicità ad utenti potenzialmente interessati;
  • Offrire contenuti gratis ma inutili non ha senso: la fidelizzazione del cliente avviene prevedendo dei premi per l’iscrizione alla newsletter. In questo modo saprete che chi è iscritto è un potenziale cliente e potrete sfruttare un canale diretto per raggiungerlo;
  • Uno strumento utile per mantenere costante il flusso di pubblicità è quello delle email in sequenza. Queste permettono anche di analizzare la reazione dell’utente;
  • Molte email non vengono neppure aperte perché l’oggetto è debole e non accattivante. L’obiettivo è incuriosire ma al tempo stesso essere sinceri per quanto riguarda il contenuto della email. Occhio al SEO quindi;
  • Call to action: condurre i clienti al sito è il modo migliore per testare il loro interesse;
  • Ricorda che ogni cliente vuole sentirsi speciale: evita quindi contenuti impersonali e prevedi trattamenti speciali per i clienti più fedeli.

L’e-mail marketing funziona ancora?

L’email marketing sembrerebbe da queste premesse uno strumento molto efficace. Eppure se provate a parlare di pubblicità via email vedrete che molti utenti si lamentano della casella invasa da spam. L’errore delle aziende è quello di non targetizzare i clienti. Inviare tante email senza preoccuparsi del contenuto o dello studio dei destinatari è inutile e può diventare perfino controproducente. Bisogna quindi filtrare i potenziali clienti in base ad età, interessi etc. Per questo le newsletter sono molto più efficaci dell’email marketing selvaggio. Quest’ultimo è percepito come uno strumento di pubblicità invasivo e infastidisce. I numeri confermano questa percezione: nell’ultimo anno siamo passati dai 350 milioni ai 420 milioni di messaggi inviati al giorno</strong

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Argomenti: Aziende e Società