Donazioni di denaro: come non pagare tasse senza insospettire il Fisco

Le donazioni di denaro sono spesso soggette a imposte, soprattutto se non in linea retta. Esistono, però, delle vie (lecite) per evitare di pagarle.

di , pubblicato il
Le donazioni di denaro sono spesso soggette a imposte, soprattutto se non in linea retta. Esistono, però, delle vie (lecite) per evitare di pagarle.

Le vie dell’elusione fiscale sono infinite. Lo sanno bene i ricchi, gli imprenditori, gli industriali, insomma tutti coloro che non intendono farsi taglieggiare le eredità dal fisco italiano.

Eppure, in fatto di imposte sulle donazioni e successioni, l’Italia è considerato un paradiso fiscale all’interno dell’Europa. Si pagano mediamente imposte più basse che negli altri Paesi, sia per quanto riguarda le donazione che per le successioni.

Le imposte sulle donazioni

Così, se si vuole donare una certa somma di denaro, il fisco italiano è abbastanza tollerante. Le aliquote previste dalla legge per le imposte sulle donazioni sono le seguenti:

  • 4% per il coniuge e i parenti in linea retta, da calcolare sul valore eccedente 1 milione di euro;
  • 6% per fratelli e sorelle, da calcolare sul valore eccedente 100 mila euro;
  • 6% da calcolare sul valore totale, per gli altri parenti fino al quarto grado, affini in linea retta, affini in linea collaterale fino al terzo grado;
  • 8% da calcolare sul valore totale per le altre persone.

Escludendo i passaggi in linea retta, si comincia a pagare qualcosa se la donazione avviene per vie orizzontali, mentre si arriva al 8% della somma in tutti gli altri casi.

Per fare un esempio, se lo zio vuole donare 100 mila euro al nipote o all’amante dovrà versare 8.000 euro di imposte all’Agenzia delle Entrate. I controlli sono immediati e le banche sono obbligate a segnalare movimentazioni di denaro cospicue.

La soluzione per non pagare tasse

Come fare allora per evitare di pagare il salasso? Un escamotage è quello di trasferire la residenza all’estero e poi effettuare la donazione in Italia. L’operazione è lecita e non viola alcuna legge.

Lo dice la stessa Agenzia delle Entrate rispondendo a un interpello del 24 luglio 2019.

Se un donante residente all’estero dona a favore di un beneficiario, residente in Italia, una somma di denaro depositata all’estero, il denaro oggetto della donazione tramite bonifico non si presume quale bene esistente nel territorio dello Stato. Pertanto l’atto di donazione non è soggetto a imposta per mancanza del presupposto di territorialità.

In altre parole il donante può benissimo mantenere il rapporto bancario in Italia, dovendo solo spostare la residenza. Per la banca o l’intermediario non vi sarà più obbligo di segnalazione e la donazione non dovrà essere registrata.

Attenzione, però, a mantenere la residenza all’estero abitualmente. La legge richiede che il donante debba, non solo risiedere all’estero per almeno sei mesi all’anno, ma anche che le sue attività economiche principali non siano più in Italia.

Argomenti: ,