Donazione denaro per acquistare casa: come evitare i controlli del fisco

Le donazioni di denaro per acquisto casa sono soggette a rigidi controlli fiscali. Il passaggio di denaro tra genitori e figli: quello che c’è da sapere e consigli utili.

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Le donazioni di denaro per acquisto casa sono soggette a rigidi controlli fiscali. Il passaggio di denaro tra genitori e figli: quello che c’è da sapere e consigli utili.

Le donazioni di denaro si prestano spesso a controlli da parte del fisco. Soprattutto se si tratta di ingenti somme per acquistare casa o attività commerciali. Il caso più frequente è quello della donazione di capitali da genitori a figli per l’acquisto della casa di abitazione.

Una pratica nota e di uso comune fra le famiglie italiane ma sulla quale l’Agenzia delle Entrate presta sempre molta attenzione.

Le donazioni di denaro per acquisto casa

Come noto le donazioni sono soggette a imposizione fiscale, pertanto se l’acquisto dell’abitazione avviene tramite donazione di ingenti somme di denaro, sulla somma dovrà essere versata la relativa aliquota fiscale. Ma ciò non sempre avviene, salvo poi vedersi recapitare un avviso di accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate. Pertanto, per non avere sorprese di natura fiscale o legate alla violazione della normativa sull’antiriciclaggio, l’aiuto economico da parte dei genitori nell’acquisto della casa deve avvenire nella massima trasparenza possibile e con passaggi di denaro tracciabili.

Le sentenze civili sulle donazioni

Va poi chiarito che la donazione diretta di denaro, senza atto notarile, è nulla. Di conseguenza la persona che ha ricevuto tale somma di denaro dovrà restituirla (Sentenza Tribunale Arezzo, 28/08/2017, n.970). Viceversa, la donazione indiretta da genitore a figlio è valida se lo scopo unico è quello di acquistare un immobile per uso abitativo. In tale secondo caso- spiega la Corte di Cassazione nella sentenza 14/12/2000, n.15778 il collegamento tra la elargizione del denaro paterno e l’acquisto del bene da parte del figlio porta a concludere che si sia in presenza di una donazione indiretta dell’immobile e non già del denaro impiegato per l’acquisto: ne consegue che, in tale ipotesi, il bene acquistato, dopo il matrimonio, dal figlio è escluso dal regime di comunione legale, ai sensi dell’art. 179 lett. b) c.c., senza che sia necessario che il comportamento del donante si articoli in attività tipiche, essendo necessaria, ma sufficiente la dimostrazione del collegamento tra il c. d. negozio – mezzo e l’arricchimento del coniuge onorato per spirito di liberalità.

I consigli per operare in piena trasparenza

Premesso questo, le strade percorribili per aiutare i figli ad acquistare casa dopo il matrimonio sono due: a) mediante donazione di una somma di denaro che verrà utilizzata per l’acquisto dell’immobile, b) attraverso l’acquisto diretto dell’immobile da intestarsi al figlio. La seconda via è la meno tortuosa poiché non necessita del doppio atto notarile che giustifichi il passaggio di denaro (da genitore a figlio e poi da figlio a venditore della casa) e comporta maggiore semplicità e chiarezza nel trasferimento di denaro da un soggetto all’altro nel rispetto della normativa fiscale e sull’antiriciclaggio. Si evita poi il dubbio dell’atto di donazione diretto o indiretto che potrebbe far scattare i controlli del fisco.

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