Domande colloquio di lavoro: ecco quella che sembra banale e invece stronca più candidati

Colloquio di lavoro: una domanda che sembra banale ma che fa strage di candidati. Lo rivela un ex recruiter di Tesla.

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
Colloquio di lavoro: una domanda che sembra banale ma che fa strage di candidati. Lo rivela un ex recruiter di Tesla.

Tra le domande al colloquio di lavoro quella sui propri risultati professionali e personali più importanti può sembrare banale e innocua e invece è più insidiosa di quanto non si pensi. Ha infatti confessato un ex addetto alle risorse di personale di Tesla che proprio la risposta sbagliata a questa domanda del colloquio di lavoro è costata cara a molti candidati che fino ad allora erano apparsi validi. Più nello specifico la domanda posta dal recruiter era “ci parli del suo risultato tecnologico più importante, il progetto di cui va più orgoglioso”. Quando devono parlare delle proprie esperienze lavorative passate molte persone vanno in confusione. E la cosa non è di poco conto perché scegliere gli obiettivi sbagliati può costare caro, ovvero il posto di lavoro in questo caso.

A svelare i retroscena di quello che accade ad un colloquio di lavoro è l’ex responsabile delle assunzioni di Tesla, Max Brown. Nella sua, di carriera per la nota casa automobilistica, Brown ha svolto colloqui di assunzione per oltre mille candidati e molti sono entrati in crisi proprio su questa domanda. Non su quesiti tecnici ma su questa che può sembrare in apparenza una domanda semplice a cui rispondere.

Di quale progetto parlare al colloquio di lavoro: domanda e risposta

Ecco svelato perché questa domanda manda in crisi molti candidati. La tendenza comune è quella di “fare colpo”: si tenderà quindi a citare il progetto più importante della precedente azienda in cui si lavorava e non quello personale. Ma è molto meglio parlare di un progetto minore di cui però si possono fornire maggiori dettagli. Ed è importante anche scegliere un lavoro nel quale il proprio contributo è stato determinante: se parlate di un progetto dell’azienda al quale avete preso parte solo in modo marginale di fatto quelli che esporrete saranno meriti di altri colleghi o superiori ed un esaminatore lo capirà.

Progetti personali: perché se ne parla ad un colloquio di lavoro

Per trovare la chiave che ci porta verso la giusta risposta, come avviene anche per le altre domande del colloquio di lavoro, partiamo cercando di capire perché un recruiter chiede questa cosa. Che cosa vuole sapere? Ce lo spiega proprio Brown: “Il motivo reale per cui gli intervistatori pongono questa domanda è per avere un argomento per successive domande in merito alle conoscenze tecniche del candidato”. Ecco allora perché se ad un colloquio vi fanno questa domanda, cercate di presentare un progetto in cui avete un ruolo importante, non importa se non di dimensioni grandi, e che vi abbia permesso di mettere in luce le vostre capacità tecniche. In altre parole dietro questa apparentemente banale domanda al colloquio di lavoro, si cela una versione alternativa di quello che, in Paypal, è stato definito come lo “Star Method” (che guarda caso è l’ex società dei quello che oggi è l’ad di Tesla, ovvero Musk).

Più che a stupire bisogna puntare a spiegare qualcosa in più di se stessi e delle proprie capacità specifiche. Suggerisce a tal proposito Brown “potresti pensare di annoiare gli intervistatori con i racconti di qualcosa di relativamente piccolo su cui hai lavorato, ma se si tratta dell’argomento che ti permette di approfondire veramente la tua base di conoscenze, allora fallo”.

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