Domanda REM in scadenza il 31 luglio 2020: residenza autocertificabile in caso di occupazione abusiva dell’immobile

Con la conversione in legge del decreto Rilancio la scadenza per la presentazione delle domande di accesso al REM (reddito di emergenza) è spostata al 31 luglio 2020

di , pubblicato il
Con la conversione in legge del decreto Rilancio la scadenza per la presentazione delle domande di accesso al REM (reddito di emergenza) è spostata al 31 luglio 2020

Scade nel termine “perentorio” del giorno 31 di questo mese di luglio 2020 la domanda per l’accesso al Reddito di emergenza (REM) ossia quella misura di sostegno economico istituita con l’articolo 82 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34 (Decreto Rilancio) in favore dei nuclei familiari in difficoltà a causa dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 e che non hanno avuto accesso alle altre misure di sostegno previste dal Decreto Cura Italia.

La data del 31 luglio è frutto delle modifiche attuate in fase di conversione in legge del decreto Rilancio, che ha esteso il termine al 31 luglio 2020 in luogo del 30 giugno.

Le domande, si ricorda, possono essere inviate attraverso i seguenti canali:

  • online, dal sito www.inps.it, autenticandosi con PIN, SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) almeno di livello 2, CNS (Carta Nazionale dei Servizi) e CIE (Carta di Identità Elettronica);
  • tramite i servizi offerti dai Patronati.

In sede di conversione in legge del decreto è stato altresì stabilito che, gli occupanti abusivi di un immobile possano autocertificare la loro residenza nell’immobile occupato qualora siano presenti persone minori di età o meritevoli di tutela quali individui malati gravi, portatori di handicap, in difficoltà economica e senza dimora.

Requisiti ed incompatibilità

Per poter accedere alla misura è necessario che il nucleo familiare del richiedente sia residente in Italia e sia in possesso dei seguenti requisiti:

  • reddito familiare nel mese di aprile 2020 inferiore al beneficio Rem;
  • valore ISEE inferiore a 15.000 euro;
  • valore del patrimonio mobiliare familiare riferito al 2019 inferiore a una soglia di euro 10.000, accresciuta di 5.000 euro per ogni componente successivo al primo e fino ad un massimo di 20.000 euro. Il massimale è incrementato di 5.000 euro in caso di presenza nel nucleo familiare di un componente disabile o non autosufficiente.

Tuttavia è stabilità l’incompatibilità del REM con la presenza nel nucleo familiare di:

  • titolari di pensioni dirette o indirette, ad eccezione dell’assegno ordinario di invalidità;
  • titolari di rapporto di lavoro dipendente la cui retribuzione lorda sia superiore alla quota Rem;
  • percettori di Reddito di cittadinanza;
  • di componenti che percepiscono o hanno percepito una delle indennità per i lavoratori danneggiati dall’emergenza epidemiologica da COVID-19  di cui al decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18 e decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34 (si tratta delle indennità riconosciute ai lavoratori autonomi iscritti alle gestioni INPS; liberi professionisti titolari di partita IVA iscritti alla gestione separata; lavoratori titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, iscritti alla Gestione separata; lavoratori stagionali del turismo e degli stabilimenti termali; lavoratori dello spettacolo; lavoratori agricoli; lavoratori dipendenti stagionali appartenenti a settori diversi da quelli del turismo e degli stabilimenti termali; lavoratori intermittenti; lavoratori autonomi, privi di partita IVA, non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie; incaricati alle vendite a domicilio; lavoratori domestici).

Importo e decorrenza

Riguardo l’importo spettante, questo si ottiene dalla moltiplicazione tra il valore della scala di equivalenza (pari a 1 per il primo componente del nucleo familiare, è incrementato di 0,4 per ogni ulteriore componente di età maggiore di 18 anni e 0,2, per ogni ulteriore componente minorenne, fino ad un massimo di 2, ovvero fino ad un massimo di 2,1 nel caso in cui nel nucleo familiare siano presenti componenti in condizioni di disabilità grave o non autosufficienza come definite ai fini ISEE) e 400 euro.

Ad ogni modo il beneficio non può essere superiore a 800 euro mensili (ovvero 840 euro solo in presenza di disabili gravi o non autosufficienti). È erogato per due mensilità a decorrere dal mese di presentazione della domanda (ad esempio in caso di domanda presentata a luglio, saranno erogate le mensilità di luglio ed agosto).

Argomenti: , ,