Domanda pensione di reversibilità: la documentazione per il patronato

Nel caso in cui, per la domanda di pensione di reversibilità si decide di rivolgersi al patronato, occorre produrre la relativa documentazione richiesta

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Domanda pensione di reversibilità: la documentazione per il patronato

La pensione di reversibilità scatta solo dietro apposita domanda da parte del familiare superstite che ne ha diritto. La richiesta può essere fatta direttamente online da quest’ultimo tramite il sito INPS oppure rivolgendosi ad un ente di patronato.

Vediamo quale documentazione in genere occorre produrre in questo secondo caso.

Come fare la domanda per la pensione di reversibilità

La pensione di reversibilità è un trattamento pensionistico riconosciuto in caso di decesso del pensionato in favore dei familiari superstiti (coniuge, figlio, ecc.).

Non è automatica. Il soggetto superstite, interessato a percepirla, deve presentare apposita domanda, la quale può avvenire con una delle seguenti modalità:

  • direttamente online tramite il servizio INPS dedicato (occorre autenticarso con credenziali SPID, CIE o CNS)
  • tramite contact center al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure 06 164 164 da rete mobile
  • rivolgendosi a enti di patronato e intermediari dell’Istituto, attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi.

I tempi di lavorazione della pratica da parte dell’INPS, in via generale, sono di circa 30 giorni.

I documenti che servono al patronato

Laddove per la domanda di pensione di reversibilità ci si rivolge ad un patronato, in genere, la documentazione richiesta dall’ente è la seguente:

  • carta d’ identità del richiedente
  • codice fiscale del richiedente
  • codice fiscale e estremi pensione del deceduto
  • data e luogo decesso
  • redditi anno precedente e presunti anno in corso (richiedente e defunto)
  • iban (conto corrente o libretto postale o carta prepagata) sul quale la pensione di reversibilità deve essere accreditata se si preferisce questa modalità di riscossione
  • data e luogo matrimonio
  • eventuale sentenza separazione legale (diritto all’ assegno mantenimento)
  • eventuale sentenza divorzio (diritto all’assegno divorzile)
  • estremi pensione del richiedente ( se titolare di pensione/i)

Nell’ipotesi in cui ci siano figli minori – inabili:

  • carta d’identità del tutore /amministratore di sostegno
  • codice fiscale del tutore /amministratore di sostegno
  • copia atto di nomina a tutore / amministratore di sostegno.

Se sono presenti anche figli maggiorenni studenti o universitari, serve il certificato di frequenza della scuola o università.

Sarà, in ogni caso, il patronato a fornire al richiedente la lista completa della documentazione da produrre ai fini della domanda.

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