DL Rilancio: arriva l’infermiere di quartiere, come cambia la sanità

Infermieri di quartiere e potenziamento dell’assistenza domiciliare anche con l’ausilio di app. Come cambia la sanità con il DL Rilancio.

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Infermieri di quartiere e potenziamento dell’assistenza domiciliare anche con l’ausilio di app. Come cambia la sanità con il DL Rilancio.

Con il DL Rilancio si potenzia la sanità e arriva anche l’infermiere di quartiere. Una nuova figura professionale per potenziare l’assistenza domiciliare e sgravare il carico degli ambulatori e ospedali.

Che sia il preludio a una sanità più smart e anche meno costosa? Il lockdown forzato provocato dall’epidemia ha reso necessario rivedere alcuni punti della sanità riformando il settore dell’assistenza domiciliare per evitare contagi negli ospedali e negli ambulatori medici.

L’infermiere di quartiere

Fra i vari interventi previsti per il pacchetto sanità, compare anche l’istituzione dell’infermiere di quartiere. Si tratta di una figura professionale volta a rafforzare i servizi infermieristici territoriali, per potenziare l’assistenza domiciliare integrata ai pazienti in isolamento domiciliare e ai malati cronici, disabili, persone con disturbi mentali o in situazioni di fragilità. Con questo obiettivo viene introdotta la nuova figura dell’infermiere di quartiere che supporterà i medici e le strutture sanitarie e sarà utile soprattutto in quelle zone distanti dagli ambulatori e dai centri di assistenza. Allo scopo saranno create 9.600 nuove figure che verranno assunte fra il personale abilitato allo svolgimento della professione, ma potrebbero essere di più col passare del tempo. Le risorse stanziate per le nuove assunzioni sono 332.640.000 euro. Si aumenta inoltre, con 10 milioni di euro, la disponibilità del personale infermieristico a supporto degli studi di medicina generale, per fronteggiare l’emergenza.

Il monitoraggio domiciliare

Nell’ambito del potenziamento della sanità a livello territoriale e sempre in ambito domiciliare, verranno implementate anche le azioni terapeutiche e assistenziali. L’assistenza ai pazienti ultra 65 enni passerà dagli attuali 610.741, pari al 4% della popolazione over 65, a 923.500, pari al 6,7%. Un tasso che porta l’Italia al di sopra della media Ocse, attualmente del 6%.

Raddoppiati inoltre i servizi per la popolazione minore di 65 anni: si andrà dagli attuali 69.882 assistiti a domicilio, pari allo 0,15% della popolazione under 65, a 139.728, pari allo 0,3%. Per una maggiore sorveglianza sanitaria domiciliare verrà potenziato il monitoraggio, anche attraverso l’uso di App di telefonia mobile. Tutto ciò permetterà di coordinare al meglio i servizi d’assistenza necessari ai pazienti, che riceveranno in dotazione anche i saturimetri per misurare i livelli di ossigenazione, e di individuare subito un eventuale peggioramento clinico di un assistito a domicilio o in una residenza alberghiera, mettendo in moto una tempestiva ospedalizzazione. A questo scopo saranno attivate centrali operative regionali, dotate di apposito personale e di apparecchiature per il telemonitoraggio e telemedicina.

Rete territoriale e Usca

In tutte le Regioni e le Province autonome verrà potenziata l’attività di sorveglianza attiva a cura dei Dipartimenti di prevenzione, in collaborazione con i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta. Viene disposto l’incremento dei controlli nelle residenze sanitarie assistite (Rsa), anche attraverso la collaborazione di medici specialisti. Sul territorio sarà aumentata la funzionalità delle Usca, deputate al supporto dei servizi di assistenza domiciliare, anche reclutando al loro interno medici specialisti ambulatoriali convenzionati.

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