Districarsi tra le norme del federalismo fiscale

I commercialisti preoccupati per le nuove norme tributarie differenziate in base alle regioni

di Alessandra M., redazione Investireoggi.it, pubblicato il

A preoccupare gli operatori del settore sono soprattutto le norme tributarie differenziate in base alla regioni, e che ciò si traduca in una difficoltà eccessiva per i commercialisti a seguire le contabilità delle varie società. Nonostante la maggior parte delle misure previste nei due decreti sul federalismo fiscale, quello su base municipale e quello su base regionale e provinciale, entreranno in vigore solo a partire dal 2013, anche nell’immediato ci sono norme già efficaci per le quali sono tuttavia ancora oscuri aspetti essenziali. Infatti verranno previste aliquote comunali, provinciali e regionali relative all’ Irpef diverse le quali dovranno essere comunicate tempestivamente al sostituto d’ imposta che avrà notevoli difficoltà ad effettuare le ritenute obbligatorie per legge. Anche l’Irap verrà rimodulata in base regione di residenza con la possibilità per questi enti di diminuire le aliquote del prelievo sino a prevedere anche il totale annullamento. L’Ici sarà sostituta dall’Imu, l’Imposta municipale sugli immobili che dovrà inglobare anche la rendita derivante dai redditi fondiari. Anche l’ Iva che comunque è un’ imposta comunitaria avrà una quota che resterà di compartecipazione delle regioni dove si è prodotto il reddito, e pertanto sarà differenziata in base alla regione dove si è verificato il servizio o dove il bene è stato ceduto. Inoltre agli enti locali viene concessa comunque la possibilità di introdurre nuovi tributi o tasse. E’ quindi da comprendere la paura di diversi operatori che dovranno informarsi sul fisco di una determinata regione che potrebbe avere norme molto differenti da quelle di un’ altra regione sempre facente parte dell’ Italia. Pensiamo ad esempio ad un ‘attività multi punto, che ha cioè diverse sedi a livello nazionale. Già oggi queste realtà faticano non poco a determinare la loro base imponibile Irap distribuendo il valore della loro produzione sulle singole aree regionali e dovendo scegliere tra uno dei circa 200 regimi esistenti. E’ allo studio pertanto una sorta di anagrafe che aggiorni tempestivamente gli operatori del settore in modo che la ricerca venga facilitata e possa essere fatta anche per livello locale o regionale.

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Argomenti: Tasse e Tributi, Base imponibile Irap

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