Disoccupazione NASPI e congedo per assistere familiare, posso fare richiesta?

Disocupazione NASPI dopo il congedo, posso fare la domanda se mi dimetto per assistere il familiare con gravi difficoltà?

di Angelina Tortora, pubblicato il
Disoccupazione NASPI

Disoccupazione NASPI e congedo per assistere il familiare con handicap grave, il quesito di un nostro lettore:

Buongiorno, volevo solo sapere se posso fare questa domanda di sussidio disoccupazione se ho finito il congedo non RETRIBUITO per assistere suocero per motivi gravi ?? Se non torno al lavoro perché continuo ad assistere il suocero.

Risposta

L’indennità di disoccupazione NASPI spetta ai lavoratori con rapporto di lavoro subordinato che hanno perduto involontariamente l’occupazione, compresi:

  • apprendisti;
  • soci lavoratori di cooperative con rapporto di lavoro subordinato con le medesime cooperative;
  • personale artistico con rapporto di lavoro subordinato;
  • dipendenti a tempo determinato delle pubbliche amministrazioni.

Non possono accedere alla prestazione:

  • dipendenti a tempo indeterminato delle pubbliche amministrazioni;
  • operai agricoli a tempo determinato e indeterminato;
  • lavoratori extracomunitari con permesso di soggiorno per lavoro stagionale, per i quali resta confermata la specifica normativa;
  • lavoratori che hanno maturato i requisiti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato;
  • lavoratori titolari di assegno ordinario di invalidità, qualora non optino per la NASpI.

Chi intende avviare un’attività lavorativa autonoma o d’impresa individuale o vuole sottoscrivere una quota di capitale sociale di una cooperativa, nella quale il rapporto mutualistico ha a oggetto la prestazione di attività lavorativa da parte del socio, può richiedere la liquidazione anticipata e in un’unica soluzione della NASpI.

E’ prevista anche la possibilità di fruire della NASPI, anche ai lavoratori che hanno presentato dimissioni per giustificato motivo.

Naspi e dimissioni per giustificato motivo

L’INPS con la Circolare 94/2015 chiarisce quando il lavoratore può essere licenziato per giusta causa senza perdere il diritto alla disoccupazione.

Ecco i casi in cui è riconosciuta la NASPI per le dimissioni per giusta causa:

  • mancato pagamento della retribuzione;
  • aver subito molestie sessuali nei luoghi di lavoro;
  • modificazioni peggiorative delle mansioni lavorative;
  • mobbing, intendendosi per tale la lesione dell’equilibrio psico-fisico del lavoratore, a causa di comportamenti vessatori da parte dei superiori gerarchici o dei colleghi;
  • notevoli variazioni delle condizioni di lavoro a seguito di cessione dell’azienda;
  • spostamento del lavoratore da una sede aziendale ad un’altra, senza che sussistano le “comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive”.
  • comportamento ingiurioso posto in essere dal superiore gerarchico nei confronti del dipendente.

Queste motivazioni, il più delle volte, sono state affermate in aula di tribunale. Molto difficile è il rapporto con gli enti in questi casi.

Concludendo se lei si trova in queste situazioni, se si dimette non perde il diritto alla NASPI. Da precisare che la giusta causa dev’essere documentata e l’UNILAV di licenziamento deve indicare la motivazione per giusta causa.

Se hai domande o dubbi, contattami: [email protected]

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Argomenti: News lavoro, Naspi