Disoccupati in pensione prima e gratis, tutte le novità

Disoccupati in pensione e gratis, ma non per tutti, con i due decreti attuativi importanti novità per i disoccupati, vediamo la platea e i limiti per accedere al beneficio.

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Disoccupati in pensione e gratis, ma non per tutti, con i due decreti attuativi importanti novità per i disoccupati, vediamo la platea e i limiti per accedere al beneficio.

Disoccupati in pensione prima e gratis, ma solo a seguito licenziamento. Con i due decreti attuativi su sull’APE Sociale e sulla Quota 41, viene introdotto l’anticipo anche per i disoccupati, i quali confermano, che possono richiedere l’anticipo pensionistico, solo chi ha perso il lavoro a seguito di licenziamento o di dimissioni per giusta causa.

Disoccupati licenziati: requisiti per l’accesso alla pensione

I disoccupati licenziati potranno usufruire dell’APE social se hanno compiuto 63 anni di età e hanno come requisito contributivo richiesto, minimo 30 di contributi versati, oppure 41 anni di contributi a prescindere dell’età anagrafica, se hanno svolto 12 mesi di lavoro effettivo prima dei 19 anni, questi casi non prevedono penalità sulle pensioni.


A nulla è valsa la protesa dei sindacati per far considerare tutti i disoccupati non solo quelli che hanno perso il posto di lavoro in seguito ad un licenziamento. Secondo le ultime novità potranno beneficiare della misura solo i lavoratori in stato di disoccupazione a seguito a:

  • cessazione del rapporto di lavoro per licenziamento (anche a seguito di procedura collettiva);
  • dimissioni per giusta causa;
  • risoluzione consensuale nell’ambito della procedura di conciliazione obbligatoria prevista dall’articolo 7 della legge 15 luglio 1966, n. 604;
  • i lavoratori disoccupati abbiano concluso integralmente la prestazione per la disoccupazione, da almeno tre mesi.

I disoccupati licenziati, al fine dell’ammissione al beneficio, dovranno produrre la lettera di licenziamento, quella di dimissioni per giusta causa o il verbale di risoluzione consensuale (ai sensi della legge 604/1966).

Pensione: le misure sono strutturalmente diverse

Le due misure APE sociale e lavoratori precoci sono strutturalmente diverse fra loro.
Con l’APE sociale I beneficiari riceveranno direttamente dall’Inps un sussidio di accompagnamento alla pensione per un importo massimo mensile che non potrà comunque superare i 1.500 euro lordi, interamente a carico dello Stato. L’importo netto dell’assegno pensionistico sarà di circa 1.280 euro al mese che accompagnerà il lavoratore al perfezionamento del primo diritto utile a pensione. Il trattamento sarà erogato per 12 mensilità l’anno e sarà sperimentale sino al 31 dicembre 2018.

Raggiunta l’età pensionistica, il lavoratore potrà accedere alla pensione sulla base dei normali requisiti, senza nessuna penalità.

Pensione: l’APE gratuita fino a 1.500 euro, le ultime novità

Per i lavoratori precoci, il lavoratore potrà accedere alla pensione sulla base dei normali requisiti, senza nessuna penalità. L’agevolazione consisterà in una riduzione del requisito contributivo pari a 10 mesi per le donne e ad un anno e 10 mesi per gli uomini. La misura sui lavoratori precoci è strutturale e andrà anche oltre il 2018.

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