Disoccupati over 55 anni: come fare domanda per il reddito di inclusione (Rei 2018)

Tra le novità del Rei 2018 la possibilità per i disoccupati over 55 anni, a prescindere dai motivi, di richiedere il reddito di inclusione.

di , pubblicato il
redito inclusione

I disoccupati over 55 anni potranno fare domanda per ottenere il reddito di inclusione (Rei 2018) a prescindere dalla motivazione che ha portato alla conclusione del rapporto di lavoro. E’ questa una delle maggiori novità introdotte dagli emendamenti alla legge di Bilancio. Nel testo originario infatti erano imposte delle specifiche cause che dovevano aver portato alla condizione di soggetti disoccupati over 55 anni per poter essere ammessi al beneficio.

Pertanto ad esempio anche i disoccupati con più di 55 anni che non sono stati licenziati ma che sono rimasti comunque senza lavoro (perché ad esempio è scaduto il contratto a termine), potranno fare domanda per il Rei già nella prima fase di attuazione (a condizione ovviamente che siano rispettati gli altri requisiti di reddito previsti).
Il testo originario del Dlgs 147/2017 con il quale era stato introdotto il Rei infatti aveva ricevuto diverse critiche proprio perché rivolto a tutela di poche famiglie. E in questo senso sono intervenuti gli emendamenti. Tre in particolare le correzioni apportate: la prima, appunto, quella che include i disoccupati over 55 anni a prescindere dalla causa di fine lavoro. Diamo uno sguardo anche alle altre due.

Reddito di inclusione, platea estesa da luglio 2018

La seconda modifica sarà invece operativa a partire dal mese di luglio 2018 e porterà all’inclusione di tutti i nuclei familiari in difficoltà economica a prescindere dalla composizione del nucleo familiare richiedente. Una novità non trascurabile perché consente l’accesso al REI anche ai nuclei familiari dei quali non fanno parte minori, disabili, donne in gravidanza o disoccupati ultra 55enni.

La terza e ultima modifica punta invece all’incremento del massimale annuo relativa alla componente economica del Rei del 10% rispetto all’importo dell’assegno sociale che arriva così a 6.406,4 euro.

La maggiore spesa per l’ampliamento della platea dei beneficiari viene coperta stanziando nel Fondo Povertà ulteriori 300 milioni nel 2018; 700 nel 2019; 665 milioni nel 2020; 637 milioni annui a decorrere dal 2021.

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: ,