Diritto camerale 2017, scadenza 30 giugno 2017: guida completa dal calcolo ai codici tributo

Diritto camerale 2017 in scadenza al 30 giugno: guida completa al pagamento dal calcolo al versamento con F24.

di Angelina Tortora, pubblicato il
Diritto camerale 2017 in scadenza al 30 giugno: guida completa al pagamento dal calcolo al versamento con F24.

Il diritto camerale è il tributo dovuto ad ogni singola Camera di commercio da ogni impresa, iscritta o annotata nel Registro delle imprese, e da ogni soggetto iscritto nel (REA) Repertorio delle notizie Economiche e Amministrative.

Le imprese che esercitano l’attività, anche tramite unità locali, sono tenute al pagamento, per ciascuna unità locale, di un diritto commisurato a quello stabilito per la sede principale con un importo minimo (20% di quello dovuto per la sede principale) e un tetto massimo (pari a 200 euro).

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Soggetti obbligati al pagamento

Il diritto annuale è dovuto alla Camera di commercio nella cui circoscrizione territoriale risulta iscritta o annotata la sede principale dell’impresa nonché le sue eventuali sedi secondarie e unità locali. Anche i soggetti iscritti nel Repertorio delle notizie Economiche e Amministrative (REA) versano il diritto dovuto alla Camera di commercio nella cui circoscrizione territoriale risultano iscritti.

Le imprese che hanno unità locali o sedi secondarie situate in province diverse da quella della sede devono versare un diritto a ciascuna delle Camere di commercio competenti per territorio.

Le imprese con sede legale all’estero devono versare un diritto per ogni unità locale o sede secondaria alla Camera di commercio di iscrizione.

Sono tenuti al pagamento del diritto annuale:

  • le imprese individuali;
  • le società di persone e di capitali;
  • le società fra professionisti (di cui al comma 2, dell’articolo 16 del decreto legislativo 2 febbraio 2001, n. 96);
  • i consorzi;
  • gli imprenditori agricoli e i coltivatori diretti;
  • le unità locali e le sedi secondarie di imprese con sede principale all’estero;
  • i soggetti iscritti nel Repertorio delle notizie Economiche e Amministrative (REA).

Tali soggetti, se iscritti o annotati nel registro delle imprese o nel Repertorio delle notizie Economiche e Amministrative (REA) al 1° gennaio o nel corso dell’anno di riferimento, sono tenuti al versamento del diritto annuale.

Il diritto annuale è dovuto per ciascun anno solare d’iscrizione nel registro delle imprese o nel REA; pertanto, i soggetti che si cancellano dal registro delle imprese e dal REA nel corso dell’anno sono comunque tenuti a versare l’intero importo dovuto, senza possibilità di frazionare lo stesso in relazione ai mesi di effettiva iscrizione nel registro delle imprese o nel REA.

Soggetti non obbligati

Non sono obbligati al pagamento del diritto annuale, ai sensi dell’articolo 4, del decreto ministeriale 11 maggio 2001, n. 359 i soggetti sotto indicati a condizione che sussistano le condizioni previste dalla norma, ovvero:

  • le imprese per le quali sia stato adottato un provvedimento di fallimento o liquidazione coatta amministrativa entro il 31-12 dell’anno precedente, tranne i casi in cui sia stato autorizzato l’esercizio provvisorio dell’impresa;
  • le imprese individuali cessate entro il 31-12 dell’anno precedente, a condizione che la relativa domanda di cancellazione sia stata presentata entro il 30 gennaio dell’anno di riferimento;
  • le società che hanno approvato il bilancio finale di liquidazione entro il 31-12 dell’anno precedente, a condizione che la relativa domanda di cancellazione sia stata presentata entro il 30 gennaio dell’anno di riferimento;
  • le società cooperative per le quali sia stato disposto lo scioglimento d’ufficio entro il 31.12 dell’anno precedente.

Diritto camerale in misura fissa

I soggetti tenuti al pagamento in cifra fissa per il 2017 sono:

  • le imprese iscritte e le imprese individuali annotate nella sezione speciale del registro delle imprese;
  • le imprese individuali iscritte nella sezione ordinaria del registro delle imprese;
  • i soggetti iscritti nel REA (Repertorio delle notizie Economiche e Amministrative):
  • le società semplici non agricole e le società  fra professionisti;
  • le società semplici agricole;
  • le imprese che esercitano attività economica anche attraverso unità locali: versano, per ciascuna di esse, alla Camera di commercio nel cui territorio ha sede l’unità locale, un diritto pari al 20% di quello dovuto per la sede principale fino ad un massimo di 200 euro;
  • le unità locali di imprese aventi la sede principale all’estero e le sedi secondarie di imprese con sede principale all’estero.

diritto camerale misura fissa

Chi versa in misura correlata al fatturato

Tutte le altre imprese iscritte nel registro delle imprese versano un diritto commisurato al fatturato conseguito nell’esercizio 2016 secondo le misure fisse o aliquote per scaglioni di fatturato con un minimo di 200 euro e fino ad un massimo di 40.000 euro, ridotti dal 1. gennaio 2017, secondo le indicazioni della nota n. 359584 del 15 novembre 2016 del MiSE

Diritto camerale misura percentuale

Codici per il pagamento del diritto camerale

Se il diritto camerale è doSe sono dovuti diritti a diverse Camere di commercio, indicare distintamente gli importi dovuti a ciascuna camera e i relativi codici di riferimento.

È possibile compensare quanto dovuto per il diritto annuale con eventuali crediti vantati per altri versamenti nei confronti della Camera di commercio (tributi e/o contributi).

Per la regolarizzazione degli omessi o ritardati versamenti, sono stati istituiti i seguenti codici tributo da riportare sul modello di versamento F24:

Codice 3851 – interessi per omesso o tardivo versamento del diritto annuale;
Codice 3852 – sanzioni per omesso o tardivo versamento del diritto annuale.

Ai fini della regolarizzazione dei diritti, sul modello F24 devono essere indicati, pertanto, i seguenti dati:

codice 3850 diritto camerale;

codice 3851 interessi;

codice 3852 sanzioni;

anno di riferimento cui si riferisce il versamento;

codice della CCIAA cui è destinato il versamento;

gli altri dati generali necessari per completare il modello di versamento F24.

Si ricorda che versando in compensazione, con un modello F24 a saldo zero, gli importi dovuti per diritti annuali vanno comunque maggiorati dello 0,40% qualora il pagamento sia eseguito alle scadenze previste per il versamento con tale maggiorazione.

Fonte: Camera di Commercio

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Argomenti: Tasse aziende, Modello F24, Partita Iva