Dipendenti pubblici: niente aumenti in busta paga e blocco assunzioni

Dipendenti pubblici stretti nella morsa della legge di stabilità 2013. Via l’indennità di vacanza contrattuale e blocco delle assunzioni

di Redazione InvestireOggi, pubblicato il
Dipendenti pubblici stretti nella morsa della legge di stabilità 2013. Via l’indennità di vacanza contrattuale e blocco delle assunzioni
Blocco assunzioni e via l’indennità di vacanza contrattuale. Stretta sui dipendenti pubblici

Dipendenti pubblici sotto scacco del Governo. La legge di stabilità 2013 ha confermato il blocco dei contratti del pubblico impiego fino al 2014 e la sospensione dell’erogazione dell’indennità di vacanza contrattuale per il periodo 2013-2014.

Dipendenti pubblici: la stretta nella legge di stabilità

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il ddl contenente le disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di stabilità) e il ddl contenente il bilancio previsionale dello Stato per l’anno finanziario 2013 e il bilancio pluriennale per il triennio 2013-2015. Il valore complessivo del ddl di stabilità nel prossimo triennio è di 11,6 miliardi di euro (-6,6 miliardi per il 2013; -4,1 nel 2014 e -900 milioni nel 2015). Tra le misure introdotte capitolo importante è quello che riguarda i dipendenti pubblici.

Già oggetto di tagli con la legge sulla spending review ( si veda il nostro articolo Spending review: sanità e stipendi statali nel mirino del governo), ora la legge di stabilità 2013, adottata dal Consiglio dei Ministri di ieri notte, ha previsto il blocco delle assunzioni nel pubblico impiego fino al 2014. Quindi niente concorsi almeno fino al 2014.

Indennità vacanza contrattuale

Busta paga più magra sempre per i dipendenti pubblici. No verrà erogata infatti l’indennità di vacanza contrattuale per gli anni 2013 e 2014 e sarà ’ corrisposta a decorrere dall’anno 2015 con riferimento al triennio contrattuale 2015-2017, calcolata secondo le modalità ed i parametri individuati dal ‘Protocollo sulla politica dei redditi e dell’occupazione, sugli assetti contrattuali, sulle politiche del lavoro e sul sostegno al sistema produttivo’ del 23 luglio 1993. Questo Protocollo ha previsto infatti tale indennità come un elemento provvisorio della retribuzione previsto al fine di tutelare i lavoratori nel caso di ritardi nella stipula dei rinnovi contrattuali. Si legge in questo protocollo, “dopo un periodo di vacanza contrattuale pari a 3 mesi dalla data di scadenza del CCNL, ai lavoratori dipendenti ai quali si applica il contratto medesimo non ancora rinnovato sarà corrisposto, a partire dal mese successivo ovvero dalla data di presentazione delle piattaforme ove successiva, un elemento provvisorio della retribuzione. L’importo di tale elemento sarà pari al 30% del tasso di inflazione programmato, applicato ai minimi retributivi contrattuali vigenti, inclusa la ex indennità di contingenza. Dopo 6 mesi di vacanza contrattuale, detto importo sarà pari al 50% dell’inflazione programmata. Dalla decorrenza dell’accordo di rinnovo del contratto l’indennità di vacanza contrattuale cessa di essere erogata. Tale meccanismo sarà unico per tutti i lavoratori”.

Una vera e propria stretta sui dipendenti pubblici che non vedranno aumenti in busta paga, correlati all’inflazione.

Detassazione produttività

Novità anche per ciò che concerne i salari di produttività. In tal caso gli aumenti salariali aziendali saranno tassati nel 2013 al 10% entro il limite di 3.000 euro lordi, per una spesa di oltre un miliardo nel 2013 e poco meno della metà nel 2014.

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Argomenti: Lavoro e Contratti