Dipendenti pubblici: la spending review minaccia il posto fisso

Il taglio alla spesa pubblica coinvolge i dipendenti statali, per cui si prevede mobilità obbligatoria e riduzione dello stipendio. Svanisce sempre più il mito del posto fisso?

di Redazione InvestireOggi, pubblicato il
Il taglio alla spesa pubblica coinvolge i dipendenti statali, per cui si prevede mobilità obbligatoria e riduzione dello stipendio. Svanisce sempre più il mito del posto fisso?

La spending review si abbatte sul pubblico impiego, prevedendo la mobilità obbligatoria e la riduzione dello stipendio, e altre misure su ferie e buoni pasto.

 

Arriva la scure della spending review sul pubblico impiego, con una serie di misure che hanno come obiettivo, quello di allocare in modo migliore le risorse disponibili, nell’ottica dell’efficienza e del buon andamento dell’azione amministrativa. Interventi sul parco auto, incarichi dirigenziali, disciplina dei buoni pasto, ferie e riposi spettanti al personale statale, insieme al sistema di pagamento dei cedolini.

 

Spending review: ferie

Le ferie e i riposi spettanti al personale, anche di qualifica dirigenziale, sono obbligatoriamente fruiti secondo quanto prevedono gli ordinamenti dell’amministrazione di appartenenza  e in nessun caso danno diritto alla corresponsione di trattamenti economici sostitutivi. Proprio in tema di ferie per i dipendenti pubblici questi, secondo l’ultima bozza del testo sulla spending review approvato nella serata di ieri dal Consiglio dei Ministri, non saranno più costretti ad andare in ferie coatte  nella settimana di Ferragosto e in quella tra Natale e Capodanno.

 

Spending review: novità sul pubblico impiego

Ma a parte il capitolo ferie, ciò che la spending review minaccia è il binomio fortemente radicato nel nostro Paese del “posto statale= posto fisso”. Si badi bene, si minaccia in maniera del tutto parziale tale binomio, visto che il dipendente pubblico potrà essere messo in mobilità obbligatoria, prendendo l’80% dello stipendio base. Ma la cura dimagrante imposta dalla spending review si vedrà già a fine ottobre, quando  ci sarà una riduzione complessiva della pianta organica dei ministeri e degli enti pubblici non economici  del 20% per i dirigenti e del 10% per tutti gli altri dipendenti, ma con livelli diversi a seconda delle singole amministrazioni.

 

 

Mobilità obbligatoria pubblico impiego

Il secondo strumento è la mobilità dei lavoratori nel pubblico impiego. I punti principali riguardano la riduzione dello stipendio, con l’80% della busta paga base senza straordinari e indennità, fino ad arrivare, dopo 2 anni, anche al licenziamento, sempre che, a differenza del lavoro privato, il dipendente pubblico avrà trovato un altro impiego.

 

Spending review: buoni pasto

Volendo fare il punto sulle altre novità introdotte dal testo sulla spending review, si segnalano quelle sui buoni pasto che sono ridotti al valore di 7 euro, cessando di avere applicazione  a partire dal 1 ottobre 2012.

 

Spending review: cedolini

L’ultimo intervento di razionalizzazione della spending review riguarda i cedolini. Secondo quanto affermato dal Commissario Bondi, essendo i servizi di pagamento delle retribuzioni dei dipendenti pubblici molto disomogenei, ciò contribuisce ad aumentare la spesa pubblica.  Al fine di evitare questa anomalia, il decreto sulla spending review prevede che le PPAA stipulino convenzioni con il Ministero dell’economia e delle finanze per omogeneizzare il sistema di pagamento degli stipendi, oppure rinegozino i contratti vigenti, abbattendo il costo del servizio non inferiore al 15%.

 

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Argomenti: Lavoro e Contratti