Dipendenti pubblici, in pensione con i vecchi requisiti. Ecco perchè

Risolta la diatriba accesa in seguito all'entrata in vigore della riforma pensioni Fornero per l'accesso alla pensione dei dipendenti pubblici con una nota del Dipartimento della Funzione pubblica

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Risolta la diatriba accesa in seguito all'entrata in vigore della riforma pensioni Fornero per l'accesso alla pensione dei dipendenti pubblici con una nota del Dipartimento della Funzione pubblica

Accesso alla pensione a 65 o 70 anni per i dipendenti pubblici che al 31 dicembre 2011 avevano raggiunto uno dei requisiti per accedere al trattamento previdenziale previsto prima della riforma pensioni Fornero.

 Accesso pensione dipendenti pubblici: la nota della Funzione pubblica

 A chiarirlo il Dipartimento della Funzione pubblica in una nota, la n. 41876 in cui si richiama il decreto legge n. 101 del 2013, quello sul pubblico impiego che ha fissato per legge l’interpretazione fornita all’epoca dalla Funzione pubblica sull’obbligatorietà dell’accesso alla pensione con i vecchi requisiti, quelli antecedenti la riforma pensioni Fornero, il D.L. n. 201 del 2011.

 Accesso pensione statali: il quadro normativo

 Il decreto legge sul pubblico impiego, il D.L. n. 101 del 2013 ha previsto che i dipendenti pubblici che hanno maturato il diritto di accesso alla pensione prima della riforma Fornero-Monti, devono essere collocati obbligatoriamente a riposo e non possono più chiedere di rimanere in servizio. Un prepensionamento insomma dei dipendenti pubblici con i requisiti previdenziali necessari. La riforma pensioni Fornero, il D.L. n. 201/11 convertito in legge n. 214 del 2011 ha previsto, in riferimento al pubblico impiego, la valenza della disciplina precedente la riforma, per quei dipendenti che maturano i requisiti per l’accesso alla pensione entro il 31 dicembre 2011.

La sentenza del Tar del Lazio

Una deroga all’accesso alla pensione che la Funzione pubblica nella circolare n. 2/2012 ne ha fatto scaturire l’obbligo in capo alle Pubbliche amministrazioni di consentire l’acceso alla pensione, ai dipendenti pubblici a 65 anni con 40 di contributi. Successivamente il  Tar del Lazio con la sentenza 2446/2013 ha reso nulla parte della circolare n. 2/2012 del dipartimento della Funzione pubblica  relativa alle   regole per il pensionamento, togliendo  alla pubblica amministrazione la facoltà di legittimare il collocamento a riposo d’ufficio nei confronti del dipendente che compie 65 anni (limite ordinamentale) contro il parere avverso dello stesso, a prescindere dal controllo del perfezionamento entro il 31 dicembre 2011 dei requisiti previgenti la riforma pensioni Fornero per poter accedere alla pensione di anzianità.

Accesso pensione statali con le vecchie regole

Ora la nota del 16 settembre del Dipartimento della Funzione Pubblica annulla la la sentenza del Tar del Lazio ed evidenzia come nel frattempo è intervenuto il decreto legge sul pubblico impiego, il D.L. n. 101 del 2013  che all’art. 2, commi 4 e 5, contiene l’interpretazione autentica dell’art. 24, commi 3 e 4 del D.L. n. 201/11, già a suo tempo espressa nella circolare n. 2 dell’8 marzo 2012, adottata d’intesa con il Ministero dell’economia e delle finanze, con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali e con l’INPS, a firma del Ministero per la pubblica amministrazione e la semplificazione. In sostanza ora si conferma che i lavoratori dipendenti delle pubbliche amministrazioni a 65 o 70 anni di età possono andare in pensione con i requisiti  previsti pre riforma Fornero, maturati al 31 dicembre 2011.

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