Dimissioni lavoro online: con il Jobs Act procedura telematica obbligatoria

Dimissioni: che cosa cambia con il Jobs Act? Ecco le nuove regole su modalità della domanda e ripensamento nei termini

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
 Dimissioni: che cosa cambia con il Jobs Act? Ecco le nuove regole su modalità della domanda e ripensamento nei termini

Con il Jobs Act cambiano anche le regole per le dimissioni dal lavoro, in particolare in merito alla presentazione della domanda, al diritto di ripensamento e ai comportamenti concludenti. Sono le questioni più dibattute in giurisprudenza in merito al diritto di dimissioni dal lavoro. Le proposte di Camera e Senato sullo schema del decreto legislativo puntano a rendere la materia più semplice e razionale. Entrambe le aule del Parlamento hanno espresso parere favorevole sullo schema apportando solo alcune osservazioni.

Dimissioni lavoro: moduli per invio telematico e ripensamento

Lo schema del decreto prevede che le dimissioni debbano essere inoltrate esclusivamente telematicamente, pena l’inefficacia della risoluzione del contratto. Si può anche affidare l’invio telematico ad intermediari come patronati, sindacati e commissioni di certificazione o enti bilaterali. I moduli per l’invio telematico delle dimissioni sono resi disponibili dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali e vengono trasmessi al datore di lavoro e alla Direzione territoriale competente. Tuttavia, entro sette giorni dall’invio della richiesta di dimissioni telematica, il lavoratore mantiene il diritto di ripensamento. E’ quindi ammessa, entro il termine suddetto, la revoca delle dimissioni. Sono ancora da stabilire le regole per le modalità di invio e i criteri di individuazione della data certa di trasmissione. Sono esclusi dalla normativa il lavoro domestico e le c.d. sedi protette. La Camera si è occupata nello specifico dei cd comportamenti concludenti: l’assenza perdurante del lavoratore può essere considerata dimostrazione della volontà di recesso? Una recente sentenza della Cassazione, ribadendo che l’onere della prova spetta al datore di lavoro, ha interpretato un simile caso come licenziamento orale (quindi inefficace). Ma la proposta è quella di confermare per legge che, se il lavoratore si assenta per un periodo superiore a sette giorni, senza fornire alcuna comunicazione in merito, il contratto si intende risolto per dimissioni volontarie anche senza sottoscrizione del relativo modulo. Fare chiarezza dal punto di vista normativo su questa lacuna è fondamentale perché si tratta di una fattispecie che, statisticamente, si verifica non di rado. Novità anche per la <a

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Argomenti: Lavoro e Contratti

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