Dimissioni in bianco, obbligo di convalida anche per i co co pro

Estese le tutele contro le dimissioni in bianco della legge di riforma del lavoro Fornero anche ai lavoratori a progetto con il decreto occupazione

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Estese le tutele contro le dimissioni in bianco della legge di riforma del lavoro Fornero anche ai lavoratori a progetto con il decreto occupazione

Obbligo di convalida delle dimissioni dal lavoro in bianco, oggetto di modifiche con la riforma Fornero, estese al lavoratore co co pro con il decreto legge n. 76 del 2013, il decreto occupazione.

Dimissioni in bianco riforma Fornero

La legge di riforma del mercato del lavoro Fornero, la legge n. 92 del 2012, ha previsto delle novità in tema di dimissioni in bianco con una serie di garanzie e tutele per il lavoratore.

In particolare per arginare il fenomeno delle dimissioni bianco, ossia l’obbligo imposta dal datore di lavoro specie ai neoassunti di  far firmare un foglio senza data per simularne le dimissioni, magari in caso di gravidanza se si tratta di una lavoratrice, la legge Fornero ha previsto l’obbligo di convalidare le dimissioni e le risoluzioni consensuali. In particolare si prevede che la risoluzione consensuale del rapporto o la richiesta di dimissioni presentate dalla lavoratrice durante il periodo di gravidanza o dalla lavoratrice/lavoratore durante i primi 3 anni di vita del bambino  o nei primi 3 anni di accoglienza del minore adottato o in affidamento, deve essere convalidata dal servizio ispettivo del Ministero del lavoro e delle politiche sociali competente territorialmente. Si precisa che in caso di adozione internazionale i 3 anni decorrono dal momento della comunicazione della proposta di incontro con il minore adottando ovvero della comunicazione dell’invito a recarsi all’estero per ricevere la proposta di abbinamento. Da questa convalida dipende l’efficacia della risoluzione del rapporto di lavoro. (Per maggiori dettagli si veda il nostro articolo Riforma del lavoro: stretta sulle dimissioni in bianco).

Dimissioni in bianco co co pro: obbligo di convalida

Questa tutela contro le dimissioni in bianco viene ora estesa con il D.L. n. 76/2013 anche ai lavoratori parasubordinati, con l’aggiunta del comma 23-bis all’articolo 4 della legge 92/2012. Si fa riferimento nel decreto occupazione ai contratti di collaborazione coordinata e continuativa, anche a progetto, di cui all’articolo 61, comma 1, del Dlgs 276/2003.

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Dimissioni in bianco co co pro: la maxi sanzione per il committente

Il decreto occupazione ha esteso ai lavoratori a progetto in caso di dimissioni dal lavoro in bianco, anche il sistema sanzionatorio che si applica nei confronti dei datori di lavoro/committenti che praticano le dimissioni in bianco.

Si applica in particolare la maxi sanzione amministrativa che va dai 5mila a 30mila euro, oltre all’obbligo di convalida delle dimissioni dal lavoro intervenute durante il periodo di gravidanza o entro i tre anni di età del bambino, da parte delle Direzioni territoriali del lavoro. In tutti gli altri casi, la convalida delle dimissioni dal lavoro deve avvenire nei centri per l’impiego. Inoltre si prevede che se il collaboratore, che intende interrompere anticipatamente il proprio contratto rispetto alla sua naturale scadenza, non la effettua, il committente dovrà rintracciarlo , entro 30 giorni dalla ricezione delle dimissioni,  invitandolo all’adempimento nelle sedi indicate o con la sottoscrizione di una dichiarazione di “avallo”, in calce alla comunicazione telematica di cessazione del rapporto, altrimenti le dimissioni si considerano nulle. Il lavoratore può revocare le dimissioni nei sette giorni successivi alla ricezione dell’invito. Se il committente ha già trasmesso la comunicazione preventivamente alla cessazione del rapporto di lavoro, ma questi dovesse poi cambiare idea e revocare il recesso, occorrerà annullare la trasmissione.

 

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