Dichiarazione dei redditi e pagamento 2° acconto: mini proroga al 10 dicembre

Entro lunedì dovrebbe arrivare un apposito comunicato del MEF con il quale viene rimandata al 10 dicembre la scadenza del modello Redditi e del 2° acconto delle imposte.

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Entro lunedì dovrebbe arrivare un apposito comunicato del MEF con il quale viene rimandata al 10 dicembre la scadenza del modello Redditi e del 2° acconto delle imposte.

La presentazione del modello Redditi e il pagamento del 2° acconto delle imposte quasi certamente saranno rimandate al 10 dicembre.

 

Entro lunedì la proroga potrebbe essere inserita in apposito decreto del Ministero dell’economia e delle finanze. L’alternativa è quella di uno specifico emendamento al decreto ristori-quater. Decreto che potrebbero essere approvato dal Governo tra sabato e domenica.

 

Proprio sul fil di lana, considerando che il termine di presentazione del modello Redditi e il pagamento del 2° acconto scadono entrambi al 30 novembre.

 

La proroga spetterà alla generalità dei contribuenti, indipendentemente da un eventuale calo di fatturato subito a causa dell’emergenza covid-19.

La proroga della scadenza del modello Redditi: dal 30 novembre al 10 dicembre

Il modello Redditi 2020 deve essere presentato di norma entro il 30 novembre 2020.

 

In tal modo dichiariamo i redditi conseguiti nel 2019.

 

Considerata l’emergenza economica sanitaria che stiamo vivendo, il Governo da diverso tempo sta pensando ad una proroga della scadenze.

 

Ebbene la proroga potrebbe arrivare al massimo entro lunedì.

 

Con apposito decreto del Ministero dell’economia e delle finanze. L’alternativa è quella di uno specifico emendamento al decreto ristori-quater. Decreto che potrebbero essere approvato dal Governo tra Sabato e Domenica.

 

Difatti, il termine del 30 novembre sarà spostato al 10 dicembre per tutti i contribuenti che presentano il modello Redditi. In primi i titolari di partiva iva.

 

Detto ciò, la proroga dovrebbe incidere anche sui termini di presentazione della dichiarazione tardiva.

 

Per dichiarazione tardiva si intende la dichiarazione presentata entro i 90 giorni dalla scadenza dei termini ordinari.

 

Dunque, considerato che il termine ordinario viene prorogato al 10 dicembre, i 90 giorni per presentare la dichiarazione tardiva dovrebbero proprio ricorrere dal 10 dicembre.

 

Difatti si tratta di una proroga generalizzata ossia vale per tutti i contribuenti che presentano il modello Redditi.

 

La proroga non riguarda solo la dichiarazione ma anche il 2° acconto delle imposte.

La proroga del 2° acconto al 10 dicembre: anche senza calo di fatturato

 

Un può più articolato è il discorso che riguarda il pagamento del 2° acconto delle imposte, con scadenza 30 novembre.

 

La proroga al 10 dicembre vale per tutti i contribuenti. Indipendentemente dal calo di fatturato subito.

 

C’è il dubbio se riguarderà solo chi ha la partita Iva o anche i privati. Si pensi al contribuente che ha presentato un 730 senza sostituto quindi versa le imposte dovute con l’F24.

 

Noi di investire oggi riteniamo che  la proroga riguarderà solo i titolari di partita iva. Non rimane che attendere l’ufficialità della notizia.

 

Detto ciò,  rimangono ferme le previsioni di proroga del 2° acconto per coloro che hanno subito un calo di fatturato o operano all’interno delle c.d. zone rosse. In tali casi la proroga non è al 10 dicembre 2020 ma al 30 aprile 2021.

Proroga 2° acconto con calo di fatturato

 

Il 2° acconto di regola, andrebbe versato entro il 30 di novembre.

 

Ciò vale anche per i contribuenti che non pagano l’Irpef ma un’imposta sostituiva.

 

Intervenendo proprio sulla scadenza del 30 novembre, il D.L. 104/2020, D.L. Agosto, all’art.98 ha previsto che:

 

Per i soggetti che esercitano attivita’ economiche per le quali sono stati approvati gli indici sintetici di affidabilita’ fiscale e che dichiarano ricavi o compensi di ammontare non superiore al limite stabilito, per ciascun indice, dal relativo decreto di approvazione del Ministro dell’economia e delle finanze e’ prorogato al 30 aprile 2021 il termine di versamento della seconda o unica rata dell’acconto delle imposte sui redditi e dell’IRAP, dovuto per il periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2019. La disposizione di cui al primo periodo si applica anche ai soggetti di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 27 giugno 2020, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 29 giugno 2020, n.

162.

 

Difatti,  la proroga al 30 aprile 2021, si applica per i soggetti che esercitano attivita’ economiche per le quali sono stati approvati gli indici sintetici di affidabilita’ fiscale, c.ISA.

 

Ciò vale indipendentemente da eventuali cause di esclusione ISA o di inapplicabilità degli stessi.

 

Anche i contribuenti forfettari e i minimi sono interessati dalla proroga.

 

Anche se hanno contemporaneamente beneficiato della proroga del saldo 2019 e del 1° acconto 2020.

 

Affinché operi la proroga è necessario aver subito

 

  • una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi di almeno il 33% nel primo semestre dell’anno 2020
  • rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

 

Proroga 2° acconto imposte : le zone rosse

 

Per gli esercenti che operano nelle zone rosse il discorso è diverso.

 

Infatti, il D.L. 149/2020, decreto ristori-bis estende la proroga del 2°a acconto al 30 aprile 2021:

 

  1. a tutti i soggetti ISA operanti in determinati settori economici con domicilio fiscale o sede operativa in zona rossa
  2. nonché agli esercenti l’attività di gestione di ristoranti in zona arancione.

 

Zone rosse e arancioni, individuate con le ordinanze del Ministro della salute adottate ai sensi dell’articolo 2 del D.P.C.M. 3 novembre 2020.

 

Dunque, nel rispetto delle suddette condizioni (punto  1e 2), la proroga può riguardare anche i contribuenti forfettari, i c.d.minimi. Coloro che partecipano a società, associazioni e imprese con redditi prodotti in forma associata.

 

Per tali soggetti, la proroga opera a prescindere dall’eventuale diminuzione del fatturato o dei corrispettivi.

 

Ad ogni modo, la proroga opera se l’attività, svolta in zona rossa, rientra tra quelle inserite  nell’Allegato 1 al decreto- legge 28 ottobre 2020, n. 137 (decreto Ristori) come sostituito dal “Ristori-bis”. Dunque, ricettività alberghiera, ristorazione, somministrazione di cibi e bevande, turismo, sport, scommesse, spettacolo, benessere fisico ecc.

 

Inoltre, sono interessati dalla proroga coloro che svolgono attività economiche di cui all’allegato 2 (servizi alla persona) del D.

L. Ristori-bis, se svolte sempre in zona rossa.

 

Infine, beneficiano delle proroga anche i soggetti che esercitano l’attività di gestione di ristoranti nelle zone arancioni.

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