Tasi prima rata 2014: detrazioni Roma, Milano

Ecco quali sono le detrazioni Tasi 2014, ma il risultato è che in Italia si creano forti disparità tra contribuenti

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Ecco quali sono le detrazioni Tasi 2014, ma il risultato è che in Italia si creano forti disparità tra contribuenti

Ecco quali sono le detrazioni Tasi 2014 da considerare ai fini del calcolo della tassa in scadenza il 16 ottobre.

Calcolo Tasi, aliquote & C

Il prossimo 16 ottobre è l’ultimo giorno utile per il pagamento della prima rata Tasi nei comuni che hanno adottato le aliquote entro settembre. Ai fini del calcolo Tasi è utile quindi conoscere le aliquote che possono essere:

  • aliquota di base all’1 per mille
  • aliquota massima non può eccedere il 2,5 per mille
  • maggiorazione dell’8 per mille, a condizione che siano finanziate detrazioni Tasi o altre misure per le abitazioni principali.

Detrazioni Tasi Roma e Milano

Ogni comune sceglie le proprie detrazioni. Così ad esempio a Roma queste variano a seconda della rendita catastale dell’immobile: per rendite catastali fino a 450 euro le detrazioni sono di 110 euro, per rendite catastali tra 450 e 650 euro le detrazioni sono di 60 euro, per rendite catastali superiori a 651 euro e fino a 1500 euro le detrazioni ammonteranno a 30 euro. Il comune di Milano invece prevede una detrazione che va da 24 euro a 115 euro, rispettivamente per rendite catastali comprese tra 600 e 700 euro e fino a 300 euro. Ad esse vanno aggiunte ulteriori detrazioni, pari a 20 euro per ciascun figlio di età non superiore a 26 anni (per un massimo comunque di 60 euro) e residente anagraficamente nell’immobile stabilito come abitazione principale. Per dettagli si rinvia a: Tasi Roma: aliquote, detrazioni prima rata 2014 Tasi Milano: aliquote, detrazioni prima rata 2014 Tasi Milano, Roma, Firenze: aliquote prima e seconda casa. Elenco città per città La normativa Tasi lascia discrezionalità ai Comuni in merito al calcolo delle detrazioni. Ma queste ultime sono davvero convenienti per i contribuenti? In effetti un’ammissione del viceministro dell’Economia Luigi Casero offre lo spunto per riflettere su un aspetto allarmante: paradossalmente infatti il sistema delle detrazioni potrebbe comportare un aumento del tributo. Quest’ultimo infatti ha ammesso che non sono previsti controllidi vigilanza nei confronti dei Comuni che applicano aliquote superiori al 2,5 per mille, così come da limiti di legge e tantomeno per quanto riguarda l’equità delle detrazioni previste e di quelle cancellate. La Tasi rischia così di riportare l’imposizione fiscale sugli immobili anche nei confronti delle fasce che nel 2013 erano state esentiate dall’Imu. I Comuni che puntano tutto sul gettito fiscale della Tasi potrebbero infatti limitare al minimo le detrazioni. Ad esempio non sempre sono previste agevolazioni per famiglie numerose con figli a carico. La Tasi peraltro ha allargato il campo dei contribuenti tenuti al pagamento, includendo come noto anche gli inquilini. La questione è giunta anche all’attenzione del Codacons.

L’associazione dei consumatori ha infatti chiesto al governo maggiore chiarezza e la fissazione diretta dei paletti in tema di detrazioni: “Se gli effetti devono essere equivalenti a quelli dell’Imu tanto valeva ribadirli, a cominciare dalla detrazione di 200 euro per l’abitazione principale. Altrimenti è solo una scusa per lavarsene le mani con il pretesto del federalismo, attribuendo ai comuni la responsabilità di rendere la Tasi più ingiusta dell’Imu”. Attenzione particolare andrebbe rivolta agli immobili con rendita catastale inferiore a 793 euro o alle coppie con più di un figlio o con persone disabili a carico.

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