Detrazioni spese sanitarie da gennaio 2023, cosa cambia su tracciabilità e soggetti a carico

Spese detraibili, familiari a carico e tracciabilità dei pagamenti, cosa cambia per le detrazioni.

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C’è una voce con cui tutti i contribuenti, almeno una volta l’anno devono interfacciarsi. Si tratta dell’IRPEF e delle dichiarazioni dei redditi. Ma se versare le imposte e presentare la dichiarazione dei redditi è un appuntamento annuale con cui tutti i contribuenti hanno a che fare, lo stesso è per le detrazioni, cioè quello strumento utile ai contribuenti per abbassare le imposte e quindi per pagare meno tasse. Il 2023 sarà un anno che per le detrazioni sarà molto importante perché ricco di novità.
“Buonasera, mi chiamo Mario e vi chiedo una delucidazione in merito a delle spese sanitarie che mio figlio di 20 anni, disoccupato e non studente, deve sostenere per delle visite mediche specialistiche. Vi chiedo se potrò portarle in detrazione dalla mia dichiarazione dei redditi anche se le sostengo io dal momento che mio figlio non ha carte di credito o conti correnti per pagare il dovuto in modalità elettronica.
Se non ho capito male, le spese devono essere pagate con strumenti elettronici per essere scaricate. Giusto?”

Detrazioni IRPEF, cosa sono

La detrazione fiscale altro non è che una agevolazione fiscale usata dai contribuenti per abbassare l’IRPEF dovuta. Le detrazioni sono di varia natura. Ci sono quelle fisse, come le detrazioni per lavoro dipendente, quelle per coniuge a carico o le detrazioni per redditi da pensione. Ma quelle su cui i lavoratori contano di più annualmente sono quelle relative agli oneri detraibili. Si tratta in questo caso delle spese che un contribuente può scaricare dal reddito per ridurre l’esborso fiscale dovuto. Una delle principali voci tra gli oneri detraibili sono le spese sanitarie. Sia quelle proprie del contribuente dichiarante, che quelle dei propri familiari a carico fiscalmente.

Anche nel 2023 un occhio di riguardo alla tracciabilità dei pagamenti

Per le dichiarazioni dei redditi del 2023 andranno dichiarati i redditi dell’anno di imposta appena trascorso, ovvero il 2022. E lo stesso meccanismo è quello che riguarda gli oneri detraibili. Il diritto alla detrazione infatti riguarda le spese sostenute nello stesso anno di imposta dei redditi da dichiarare. Quindi spese 2022, così come le spese che si sosterranno da adesso in poi riguarderanno le dichiarazioni dei redditi 2024. Ed è su questo che il nostro lettore avanza dei dubbi riguardo alla fattibilità di detrarre determinate spese. Per rispondergli va detto che nulla è cambiato quest’anno. Che cioè la detrazione è appannaggio di chi effettua la spesa, anche se resa a favore di un familiare a carico, come è suo figlio disoccupato. Quindi, pieno godimento del 19% di detrazione rispetto alle spese sostenute anche per suo figlio. Ma con il solito vincolo della tracciabilità.

Cosa dice il Testo Unico delle Imposte sui Redditi

Per godere del beneficio della detrazione IRPEF del 19% per gli oneri detraibili tra quelli elencati nel Testo Unico delle Imposte sui Redditi, precisamente all’articolo n° 15 del TUIR, bisogna capire che occorrerà usare metodi di pagamento tracciabili per portarli in detrazione. Anzi, forse è meglio dire che occorre utilizzare strumenti tracciabili per poter rendere lecitamente detraibili questi oneri. Infatti nulla vieta al contribuente di portare in detrazione le spese a prescindere dalla modalità di pagamento.

Molto cambia in base a come si presenta la dichiarazione dei redditi

Se la dichiarazione dei redditi viene presentata al CAF, la spesa deve essere come normativa prevede, e quindi pagata con strumenti tracciabili. Il CAF chiederà anche la copia del pagamento elettronico qualunque esso sia. Ma se il contribuente presenta la dichiarazione dei redditi da solo, tramite il cassetto fiscale e le credenziali SPID, CIE o CNS, può inserire quello che vuole. In caso di controllo però le Entrate chiederanno copia delle ricevute del POS piuttosto che la copia del bonifico e così via dicendo.
E in assenza di queste pezze giustificative, il Fisco sanziona e considera non dovute le detrazioni precedentemente sfruttate dal contribuente.

Poche le esclusioni dall’obbligo di tracciabilità

La stragrande maggioranza delle spese detraibili per diventare tali devono essere pagate con strumenti tracciabili. Essi sono le carte bancomat, le carte di credito, le carte revolving, gli assegni, gli istituti di moneta elettronica anche senza tecnologia NFC, i bonifici o i giroconto. Dal primo gennaio del 2020 è entrato in campo questo obbligo anti evasione. Solo gli acquisti di medicinali in farmacia, o le spese che riguardano il Sistema Sanitario Nazionale possono ancora essere pagate per contanti. La novità che ha introdotto il Fisco riguarda la prova del pagamento che in sede di controllo può essere fondamentale per confermare valida una detrazione. Tale prova può essere anche la semplice annotazione sulla fattura da parte di chi riceve i soldi, oppure con la copia di un estratto conto del proprio CC o della ricevuta di pagamento PagoPA.
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