Detrazioni per figli a carico, come si attribuiscono fra i genitori?

Detrazioni per figli a carico: importi, ripartizione percentuale fra genitori, limiti di reddito e casi particolari.

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Detrazioni per figli a carico: importi, ripartizione percentuale fra genitori, limiti di reddito e casi particolari.

Le detrazioni fiscali per i figli a carico costituiscono sempre una problema in fase di dichiarazione dei redditi. Nell’ambito delle detrazioni per familiari a carico, quindi, i dubbi su come effettuare la detrazione per i figli sorge spontaneo qualora il nucleo familiare subisca delle variazioni. Soprattutto se i genitori sono separati o i figli non convivono più con essi.

Facile quindi incorrere in errori e perdere il diritto. Ma andiamo con ordine e facciamo chiarezza.

I figli a carico

Sono considerati fiscalmente a carico i figli (naturali, riconosciuti, adottivi, affidati o affiliati) che rispettino, come unica condizione per fruire della detrazione, il limite reddituale per essere considerati fiscalmente a carico, che è fissato ad € 2.840,51 (dal prossimo anno 4.000 euro). Tale reddito può essere conseguito anche all’estero, purché sia dichiarato ai fini fiscali in Italia.

Come viene ripartita la detrazione

Normalmente la detrazione è ripartita nella misura del 50% fra i genitori. Tale ripartizione per figli fiscalmente a carico non è lasciata alla discrezionalità dei genitori ma è espressamente regolamentata dalla legge. In caso di genitori coniugati, la detrazione spetta ad entrambi in parti uguali, salvo accordo fra i due che riserva la detrazione al 100% per colui che percepisce il reddito più alto. In caso di genitori separati, la detrazione spetta interamente al genitore affidatario (fino alla maggiore età) o, in caso di affidamento congiunto, ad entrambi i genitori nella misura del 50%, salvo accordo fra le parti. La detrazione spetta a prescindere dalla convivenza del figlio o dei figli, dalla residenza e dall’età.

Gli importi della detrazione

Al fine di determinare l’importo delle detrazioni spettanti, occorre tener conto:

  • delle “caratteristiche” dei figli (età inferiore a tre anni, presenza di handicap);
  • del numero di figli fiscalmente a carico;
  • dell’eventuale assenza del coniuge (soggetto vedovo, ragazza madre, ecc.).

Per il calcolo della detrazione, la legge di bilancio ha aumentato l’importo delle detrazioni a € 950 per ciascun figlio, a € 1.220 per ciascun figlio di età inferiore a tre anni e a € 400 l’importo aggiuntivo per ogni figlio portatore di handicap.

Se vi sono più di tre figli nel nucleo è prevista un’ulteriore detrazione pari a 1.200 euro una tantum.

Detrazioni alternative

Come precisato nelle istruzioni ministeriali, le detrazioni sono alternative tra loro. Pertanto, se per un figlio si verificano contemporaneamente più condizioni, andrà riconosciuta la detrazione più favorevole. Inoltre, le detrazioni sopra riportate devono intendersi riferite a ciascun figlio fiscalmente a carico. Non è prevista la detrazione fiscale per un figlio a carico di un genitore e di un altro a carico dell’altro genitore. Le detrazioni sono nel complesso univoche e a carico di uno o di entrambi i genitori.

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