Detrazioni Iva: i commercialisti vogliono denunciare l’Italia alla Commissione Europea. Vediamo cosa sta succedendo

La normativa italiana sulle detrazioni iva a cavallo di più anni è irrazionale e penalizza le partite iva.

di , pubblicato il
La normativa italiana sulle detrazioni iva a cavallo di più anni è irrazionale e penalizza le partite iva.

“La denuncia alla commissione europea è già pronta, ci basta un click”, queste sono le dure parole evidenziate nel comunicato stampa dell’ANC (Associazione Nazionale Commercialisti) e CONFIMI (Confederazione dell’industria manufatturiera italiana e dell’impresa privata) in relazione alla disciplina italiana sull’Iva.

Secondo le due associazioni la disciplina iva per le fatture di fine anno è da ritenersi errata, irrazionale e penalizzante per tutti i soggetti.

Vediamo meglio i dettagli della vicenda.

La questione IVA

Secondo quanto si legge nel comunicato sopracitato, la Circolare n.1/E/2018 ha, di fatto, sancito che la detrazione Iva è esercitabile in presenza di due condizioni:

  • L’imposta sia relativa ad operazioni effettuate;
  • Le operazioni risultino documentate dal possesso di regolare fattura. Il tutto, al più tardi, con la presentazione della dichiarazione relativa all’anno in cui si sono verificati entrambi i suddetti presupposti.

Il nocciolo della questione è il seguente: “Rispetto al requisito formale del possesso della fattura, le modifiche introdotte con il D.L. n.119/2018 del dPR n.100/98 hanno sancito la possibilità di retroimputare al mese di effettuazione l’Iva le fatture ricevute in tempo utile e precisamente entro il 15 del mese successivo. Con dette modifiche il legislatore ha tuttavia escluso detta possibilità “per i documenti di acquisto relativi ad operazioni effettuate nell’anno precedente” ossia per le fatture arrivate nei primi giorni dell’anno successivo”.

Ci si chiede, sostanzialmente, se sia possibile che questo principio possa funzionare solo per 11 mesi su 12 e se sia pertanto lecito, secondo i canoni comunitari, che il legislatore introduca l’eccezione che si abbatte sulle fatture arrivate dal 1 al 15 gennaio dell’anno successivo.

Secondo le due associazioni, l’unico motivo plausibile sia quello, da parte dello stato,

di voler far cassa giocando sulle differenze temporanee dei flussi Iva in entrata e in uscita.

Infine, le stesse rendono noto che se la questione non verrà risolta attraverso la conversione del “Milleproroghe”, denunceranno la questione alla Commissione Europea.

 

Per approfondire si Legga il comunicato ANC – Confimi Industria.

 

Potrebbe anche interessarti:

 

 

 

 

Argomenti: , ,