Detrazioni figli a carico, fruibili anche da genitori non sposati

Detrazioni figli a carico, ritoccate al rialzo secondo l'ultima legge di stabilità 2013, sono fruibili anche dai genitori che non sono sposati, come avviene per quelli separati

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Detrazioni figli a carico, ritoccate al rialzo secondo l'ultima legge di stabilità 2013, sono fruibili anche dai genitori che non sono sposati, come avviene per quelli separati

Detrazioni figli a carico fruibili anche nel caso di genitori non sposati, qualora siano presenti provvedimento di affidamento relativi ai figli come per i separati.

Detrazioni figli a carico 2013: tutte le novità 

Sulle detrazioni figli a carico l’ultima legge di stabilità 2013 ha previsto numerose novità. In particolare In particolare è il comma 483 dell’art. 1 della legge di stabilità 2013, la legge 24.12.2012, n. 228 a prevedere, con decorrenza dal 1.1.2013, che le detrazioni fiscali contenute all’art. 12, co. 1, lett. c), del D.P.R.n. 917/1986, siano aumentate per figli a carico, compresi quelli naturali riconosciuti, adottivi o affidati. Per figlio a carico si intende il figlio che non ha percepito nel corso dell’anno un reddito superiore ad euro 2.840,51, al lordo degli oneri deducibili, ricomprendendo nel reddito imponibile anche il reddito dell’abitazione principale e delle inerenti pertinenze. 

 Ebbene la legge di stabilità 2013 ha previsto che le detrazioni per figli a carico siano:

–   di euro 1.220 per ciascun figlio di età inferiore a 3 anni

–  aumentate di euro 400 per ogni figlio portatore di handicap.

Inoltre la detrazione figli in questione  aumentata di un importo pari ad euro 200 per ogni figlio a partire dal primo, per i contribuenti però che hanno più di 3 figli a carico. Detto ciò è bene sottolineare che l’entità di tali detrazioni, però, si deve considerare teorica, perché soggetta a particolari ricalcoli. Le detrazioni figli a carico sono da ripartirsi 50 e 50 tra i genitori.  In caso poi di separazione legale ed effettiva o di annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, la detrazione  figli a carico spetta, in mancanza di accordo, al genitore affidatario. Nel caso invece di affidamento congiunto o condiviso la detrazione in oggetto verrà ripartita, sempre qualora manchi l’accordo, nella misura del 50% tra i genitori.

In caso poi di coniuge fiscalmente a carico dell’altro, la detrazione figli a carico compete a quest’ultimo per l’intero importo. Da ultimo si ricorda che, in presenza di almeno quattro figli a carico, ai genitori è riconosciuta un’ulteriore detrazione figli a carico di importo pari a 1.200 euro. (Si rinvia al nostro articolo Detrazioni figli a carico, cosa cambia nel 2013).

Detrazioni figli a carico fruibili dai genitori non sposati 

Ebbene le detrazioni figli a carico spettano anche nel caso di genitori coniugati, qualora siano presenti provvedimento di affidamento relativi ai figli. Così, in caso di affidamento del figlio a uno solo dei genitori, la detrazione spetta interamente al genitore affidatario, tranne ci sia un diverso accordo che stabilisca la ripartizione della detrazione nella misura del 50%, ovvero attribuisca l’intera detrazione al genitore che ha il reddito più elevato. Nel caso di affidamento congiunto o condiviso, la detrazione è ripartita tra i genitori nella misura del 50%, salvo un diverso accordo che attribuisca l’intera detrazione al genitore con il reddito più elevato. In assenza di detti provvedimenti, le detrazioni di imposta per i figli a carico vanno ripartite al 50% tra i genitori, salvo l’intervento di un accordo volto ad attribuire la detrazione al genitore con il reddito più elevato.

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