Detrazione ristrutturazione 36%, come avviene la ripartizione

La ripartizione della detrazione 36, fino al 30 giugno 2013, al 50%, avviene in 10 quote annuali di pari importo. Novità per i contribuenti di 74 e 80 anni che eseguono lavori di ristrutturazione edilizia

di , pubblicato il
La ripartizione della detrazione 36, fino al 30 giugno 2013, al 50%, avviene in 10 quote annuali di pari importo. Novità per i contribuenti di 74 e 80 anni che eseguono lavori di ristrutturazione edilizia

Detrazione Irpef per lavori di ristrutturazione al 50% fino al 30 giugno 2013, poi tornerà al 36%, da ripartire in 10 quote annuali di pari importo.

Detrazione ristrutturazione 36%

Innanzitutto si deve ricordare che dal 1 gennaio 2012, la detrazione Irpef per lavori di ristrutturazione edilizia non ha più scadenza ma è stata resa permanente e recentemente anche aumentata, passando da detrazione 36% a detrazione 50% ma per un tempo limitato, ossia fino al 30 giugno prossimo quando poi ritornerà ad essere bonus ristrutturazioni al 36% con un limite massimo di spesa pari a 48mila euro.

Ripartizione detrazione ristrutturazione 36%

La ripartizione della detrazione ristrutturazione edilizia al 36% deve avvenire in 10 quote annuali di pari importo, nell’anno in cui è sostenuta la spesa e in quelli successivi.

Contribuenti di 75 e 80 anni, niente più ripartizione in 3 o 5 anni

Detto ciò si ricorda che dal 1 gennaio 2012, è bene sottolinearlo, che  non è più prevista la possibilità, per i contribuenti di età non inferiore a 75 o a 80 anni, di ripartire il bonus 36%, rispettivamente, in cinque o in tre anni, neppure per le spese sostenute in anni precedenti. Chi invece negli anni passati aveva già ripartito la detrazione in cinque o tre quote, può proseguire secondo tale rateazione.

I soggetti interessati dalla detrazione 36

E’ bene ricordare chi sono i soggetti che possono fruire della detrazione 36 in questione. Essi sono:

– il proprietario od il nudo proprietario;
– il titolare di un diritto di usufrutto;
– il titolare di un diritto di uso;
– il titolare di un diritto di abitazione o superficie;
– il locatario;
– il comodatario;
– il familiare convivente del possessore o del detentore dell’immobile, anche se non legalmente sposato (a patto che i bonifici e le fatture sono a lui intestati). Vedi Cassazione 26543/2008;
– i soci di una cooperativa, sia essa divisa, indivisa o semplice;
– gli imprenditori individuali, eccetto che per gli immobili strumentali o la merce;
– l’acquirente che, nel caso di compromesso in fase di vendita, sia gia’ immesso nel possesso ed esegua per se’ i lavori (e’ necessario che il compromesso sia gia’ stato registrato e che l’acquirente indichi gli estremi di tale registrazione nell’apposito modulo di inizio lavori).

Argomenti: