Detrazione mensa scolastica 2016: ultime novità dall’Agenzia delle Entrate

Detrazione fiscale sulla mensa scolastica 2016: l'Agenzia delle Entrate con la circolare 18/E chiarisce molti dubbi ai contribuenti, ai CAF e ai professionisti.

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Detrazione fiscale sulla mensa scolastica 2016: l'Agenzia delle Entrate con la circolare 18/E chiarisce molti dubbi ai contribuenti, ai CAF e ai professionisti.

Le spese per la mensa scolastica pagate nel 2015 possono essere detratte nel 730 e nel modello Unico. Anche se il servizio è gestito dal Comune o da altri soggetti terzi rispetto alla scuola, come le società esterne.

L’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 18/E del 06 maggio 2016 ha chiarito dubbi a molti contribuenti, ai CAF e ai professionisti.

Detrazione mensa scolastica 2016

La detrazione delle spese per la frequenza scolastica è pari al 19% e si applica su una spesa massima di 400 euro per alunno o studente (articolo 15, lettera e-bis del Tuir, inserita dalla legge 107/2015). Le istruzioni del modello 730, prevedono che possono essere portate in detrazione le “spese di istruzione sostenute per la frequenza di scuole dell’infanzia, del primo ciclo di istruzione e della scuola secondaria di secondo grado del sistema nazionale di istruzione”. Mentre per le scuole private è senz’altro detraibile la retta, nel caso delle scuole pubbliche, di fatto, spesso l’unica spesa direttamente a carico delle famiglie è la mensa scolastica. Da qui il dubbio per tutti quei casi in cui il servizio è gestito da soggetti diversi dalla scuola, sull’eventuale necessità della delibera da parte della scuola e su come documentare la spesa sostenuta.

[tweet_box design=”box_09″ float=”none”]L’Agenzia con la circolare 18/E chiarisce la detrazione sulla mensa scolastica[/tweet_box]

Detrazione mensa scolastica 2016, chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate

Con la circolare 18/E le Entrate forniscono le istruzioni per la detrazione della mensa scolastica e include nelle spese anche quelle gestite dal Comune o da soggetti terzi rispetto alla scuola. Inoltre, non serve che il servizio di ristorazione scolastica sia deliberato dagli organi di istituto. L’Agenzia, spiega che la spesa può essere documentata con la ricevuta del bollettino postale o del bonifico bancario intestata al soggetto destinatario del pagamento, sia esso la scuola, il Comune o altro fornitore del servizio e deve riportare nella causale l’indicazione del servizio mensa, la scuola di frequenza e il nome e cognome dell’alunno.

Detrazione mensa scolastica 2016 e l’attestazione per le ricariche

In molti casi il pagamento avviene in contanti, con il bancomat o con altre modalità: ad esempio, acquistando buoni mensa in formato cartaceo o elettronico o, ancora, ricaricando speciali carte prepagate da cui viene “scalato” il costo dei pasti consumati. In queste situazioni, l’Agenzia delle Entrate con la circolare 18/E, spiega che la spesa può essere documentata con una attestazione che certifichi l’ammontare delle spesa sostenuta nell’anno e i dati dell’alunno o studente. L’attestazione potrà essere rilasciata dalla scuola o dal soggetto che ha ricevuto il pagamento (anche la società esterna, quindi). Sia l’attestazione che l’eventuale richiesta per il rilascio dell’attestazione sono esenti da bollo, a patto che sia indicato l’uso per cui sono stati emessi i documenti (cioè  dichiarazione dei redditi).

Detrazione mensa scolastica 2016: come dividere la detrazione

La detrazione fiscale spetta al genitore al quale è intestato il documento che dimostra la spesa. Se il documento è intestato al figlio, la detrazione spetta al 50% a entrambi i genitori; se, però, la spesa è stata pagata da uno solo dei due o in percentuali diverse, è possibile annotare l’effettivo sostenimento della spesa nel documento che comprova la spesa.

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