Detrazione e deduzione: conosciamo le differenze?

Ho fatto delle erogazioni liberali verso una ONLUS è vorrei sapere se conviene portarle in detrazione o in deduzione. Qual è la differenza? Rispondiamo a questa domanda

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Ho fatto delle erogazioni liberali verso una ONLUS è vorrei sapere se conviene portarle in detrazione o in deduzione. Qual è la differenza? Rispondiamo a questa domanda

Quante volte ci siamo chiesti quale sia la differenza tra “detrazioni” e deduzioni” fiscali? Siamo certi di conoscere la distinzione tra i due tipi di sgravi fiscali che il legislatore riconosce in dichiarazione dei redditi?

Si tratta di benefici fiscali riconosciuti a chi nell’anno d’imposta sostiene determinati tipi di spese, quali ad esempio spese sanitarie; interessi passivi mutuo abitazione principale, spese sportive per i figli, spese veterinarie; contributi previdenziali facoltativi, erogazioni liberali, ecc.?

Schema di calcolo dell’IRPEF

Per capire la distinzione tra detrazione e deduzione, dobbiamo in primo luogo illustrare lo schema che porta al calcolo dell’IRPEF (Imposta sul reddito persone fisiche) che il contribuente è chiamato a liquidare in dichiarazione dei redditi (Modello 730 e Modello Redditi) e successivamente versare. Lo schema è questo (esemplificando):

  • Reddito complessivo del contribuente – deduzioni = Reddito imponibile
  • Reddito imponibile x aliquote IRPEF = IRPEF lorda
  • IRPEF lorda – detrazioni = IRPEF netta
  • IRPEF netta – ritenute fiscali = IRPEF a debito o IRPEF a credito

Dunque, come si può notare mentre la deduzione abbatte (ossia riduce) il reddito imponibile su cui calcolare l’IRPEF lorda; la detrazione abbatte l’imposta lorda facendo, quindi, ridurre l’imposta netta.

Detrazioni e deduzioni: qual è la differenza e perché conoscerla

La distinzione è di fondamentale importanza, poiché ci sono alcuni oneri per i quali il contribuente ha facoltà di scelta tra detrazione o deduzione. Ad esempio, ciò è previsto per alcune tipologie di erogazioni liberali.

Come sappiamo, infatti, l’IRPEF, in base all’attuale sistema fiscale, prevede un calcolo per scaglioni di reddito. Nel dettaglio, gli attuali scaglioni sono i seguenti:

  • aliquota 23% fino a 15.000 euro (IRPEF lorda di 3.450 euro);
  • aliquota 27% da 15.001 fino a 28.000 euro (IRPEF lorda di 3.450,00 + 27% sulla parte oltre i 15.000,00 euro);
  • aliquota 38% da 28.001 fino a 55.000 euro (IRPEF lorda di 6.960,00 + 38% sulla parte oltre i 28.000,00 euro);
  • aliquota 41% da 55.001 fino a 75.000 euro (IRPEF lorda 17.220,00 + 41% sulla parte oltre i 55.000,00 euro);
  • aliquota 43% oltre 75.000 euro (IRPEF lorda 25.420,00 + 43% sulla parte oltre i 75.000,00 euro).

Possiamo ben capire che la scelta in favore della deduzione di un onere che può essere o detratto o dedotto, potrebbe permettere di evitare lo scatto dello scaglione di aliquota successivo.

Si consideri, ad esempio, che ci siano erogazioni liberali per 1.000 euro per le quali il contribuente può scegliere se detrarre o dedurre a fronte di un reddito complessivo di 16.000 euro. Laddove questi scegliesse per la deduzione, il reddito imponibile diventerebbe 15.000 euro non facendo così scattare anche il secondo scaglione del 27%.

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