Detrazione 65%: bonus per acquisti online e internazionali

La detrazione 65% viene riconosciuta anche per acquisti di prodotti non italiani? Ecco le regole per e-commerce e compravendite internazionali

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
La detrazione 65% viene riconosciuta anche per acquisti di prodotti non italiani? Ecco le regole per e-commerce e compravendite internazionali

La detrazione del 65% viene riconosciuta anche se i materiali acquistati non sono made in Italy: su prodotti esteri e compravendite online internazionali è intervenuto il Ministero dell’Economia spiegando che limitare il bonus al solo approvvigionamento di articoli nazionali, sarebbe stato in contrasto con il diritto europeo e avrebbe esposto l’Italia al rischio di procedure di infrazione delle norme del Tfue (Trattato sul funzionamento dell’Unione europea). Per i contribuenti questo significa che infissi, pannelli solari, climatizzatori, coibentazioni, pavimenti acquistati, anche online, entro il 31 dicembre 2015 per beneficiare della detrazione del 65% sugli interventi di riqualificazione energetica degli edifici, possono anche essere prodotti e venduti all’estero.

Detrazione 65% aperta a tutta Europa: danneggia il made in Italy?

La questione era stata sollevata dall’interrogazione alla Camera della deputata Sandra Savino (Forza Italia-Partito della Libertà) scritta indirizzata al ministro dell’Economia e Finanze Pier Carlo Padoan. Si è quindi evidenziato, come ha confermato anche il sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze, Paola De Micheli, che “nulla viene indicato dagli uffici dell’Agenzia delle Entrate circa il luogo di approvvigionamento dei materiali utili agli interventi di riqualificazione energetica consentendo di fatto l’acquisto anche presso aziende situate in altri Stati dell’Unione europea, nella fattispecie nei Paesi confinanti quali Austria, Slovenia, Francia”.   L’on. Savino ha domandato al ministro dell’Economia se fosse a “conoscenza dei fatti esposti in premessa e quali iniziative, anche normative, intenda porre in essere al fine di ridurre il fenomeno descritto, a tutela delle aziende italiane, specificando chiaramente che l’ottenimento della detrazione fiscale è subordinato all’acquisto esclusivo, presso aziende con sede sul territorio italiano, di materiali volti al risparmio energetico”. Le aziende italiane possono rischiare un pregiudizio da questa estensione? La riflessione si estende anche ad una seconda interrogazione, anche questa rivolta al titolare del Mef,attraverso la quale è stata denunciata la possibilità di importare in Italia da altri paesi dell’Unione Europea e in maniera del tutto legale, prodotti da costruzione senza pagare l’Iva. La fornitura senza IVA favorisce i prodotti di aziende estere creando un caso di concorrenza sleale a danno delle imprese made in Italy.

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Argomenti: Detrazione 65

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