Detrazione 36 ristrutturazione edilizia: il bonus salirà fino al 50%?

Nel pacchetto promosso dal ministero si auspica anche la detrazione completa degli interessi pagati sul mutuo prima casa...un sogno

di Alessandra M., redazione Investireoggi.it, pubblicato il
Nel pacchetto promosso dal ministero si auspica anche la detrazione completa degli interessi pagati sul mutuo prima casa...un sogno

Iniziano le nuove manovre del ministero dello sviluppo economico per introdurre nuove misure fiscali in grado di incentivare la crescita economica del nostro paese. I tecnici del ministero hanno infatti predisposto un documento di 20 articoli, denominato “provvedimento di urgenza in materia di infrastrutture e trasporti”  contenente diversi interventi soprattutto in materia di agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie. Secondo il ministro Passera l’incentivo del 36 % riconosciuto sulle spese di ristrutturazione edilizia e del 55  per cento riconosciuto per le spese di risparmio energetico sugli edifici, costituiscono uno dei volani essenziali per la crescita economica del paese.

 

Detrazione 36 e detrazione 55: quali sono le intenzioni del governo

La proposta prevede di rinnovare i contenuti dell’agevolazione del 55 % e di riproporre una nuova versione dell’agevolazione del 36 per cento, la quale consente di elevare la quota di detraibilità inseribile in dichiarazione ( si parla di una aliquota del 50 %) e di inserire un nuovo tetto di spesa ( in sostanza dagli attuali 48 mila euro si passerebbe a 96 mila euro). Le norme potrebbero rientrare nel pacchetto Sviluppo che l’esecutivo ha intenzione di varare già nella settimana prossima.

A supporto della propria tesi il ministero dello Sviluppo Economico ha illustra uno studio secondo il quale gli investimenti aggiuntivi attivabili attraverso tale iniziative potrebbero produrre per un importo pari a 350 milioni di euro. Tale cifra rappresenta il 30 per cento della spesa aggiuntiva indicata all’interno del decreto Salva Italia per il periodo 1998 – 2006 ( valutata in 1.150 milioni di euro). La relazione illustrata dai tecnici spiega che la proposta è volta a rilanciare interventi di ristrutturazione edilizia con lo scopo di incentivare la ripresa del mercato delle costruzioni che rappresenta da sempre in Italia uno dei settori trainanti del Pil nazionale. La relazione tecnica stabilisce anche che nel 2013 la crescita degli investimenti comporterebbe un incremento di gettito di 47,3 miliardi di euro mentre i costi per lo Stato sarebbero convogliati in un trend crescente a partire dal 2014 ( spesa di 82,4 miliardi di euro ) per salire a 1.509 miliardi di euro nel 2017. 

 

Detrazione interessi mutuo: una proposta impossibile

Per quanto riguarda la conferma del 55 per cento, la norma sembra incontrare i favori di una larga parte di rappresentanti di partiti politici, oltre che del Ministro dell’Ambiente, il quale ha giudicato favorevolmente la proposta. La norma del 55 per cento, insieme a quella del 36 per cento, non sarebbero le uniche proposte fatte dal ministro delle infrastrutture per rilanciare il settore.  Altra proposta è ad esempio quella di prevedere la totale esenzione dall’Imu per due anni per le prime case che hanno valori di rogito inferiori ai 200 mila euro ( la misura avrebbe un costo intorno ai 113 milioni di euro). Per rilanciare il settore delle compravendite immobiliari inoltre si è proposto anche di esentare dalle imposte di registro gli immobili che hanno un prezzo inferiore ai 200 mila euro. Una tale iniziativa produrrebbe un calo di gettito pari a 216 milioni di euro nel 2013, 360 milioni di euro nel 2014 per salire a 792 milioni di euro nel 2017. Altra proposta, sempre a tutela di particolari fasce di reddito, è quella di consentire la detrazione totale degli interessi pagati per il mutuo della prima casa ( la detrazione ora è consentita sino ad un limite massimo di 4 mila euro). Tuttavia la norma potrebbe non essere favorevolmente accolta in quanto il costo per l’erario appare eccessivo: si parla infatti di 1,13 miliardi di euro di mancato introito solo per l’anno 2013.

Occorre ribadire che alcune delle proposte fatte difficilmente incontreranno i favori del ministero dell’economia ma comunque l’intero pacchetto infrastrutture ha notevoli possibilità di vedere riconosciuta l’approvazione delle norme inerenti l’edilizia privata e del sostegno alle imprese edili. In questo settore i tecnici hanno proposto il varo del piano città, una sorta di progetto che prevede interventi di riqualificazione urbana sostenuti da sgravi fiscali e varie agevolazioni. Ulteriore agevolazione è quella che prevede l’esenzione Imu per gli immobili che sono invenduti dai costruttori fino a tre anni ( il costo annuo per le casse erariali è circa 35 milioni di euro). Inoltre previsto anche il ripristino dell’Iva sulle cessioni e le locazioni delle nuove costruzioni ( norma che favorisce i costruttori per evitare che gli stessi si vedano accollati l’iva dopo cinque anni di “invenduto”).

 

Tassazione project bond: il 12,5% è il trampolino di lancio di questo prodotto

Inoltre, sempre all’interno del pacchetto proposto dal ministero delle infrastrutture, si prevede una tassazione agevolata ( al 12,5 per cento come per i titoli di Stato) per gli interessi derivanti da project bond. Il nuovo regime fiscale, insieme al dettato del decreto legge n. 1 del 2012, dovrebbe fare in modo che il nuovo strumento abbia la possibilità di affermarsi, permettendo il finanziamento di società di progetto e concessionari. Viene inoltre stabilito che, le garanzie di qualunque tipo da chiunque ed in qualunque modo presentate, in relazione alle società di progetto sono soggette ad imposta di registro, ipotecarie e catastali in misura fissa.

Il pacchetto presentato al governo contiene anche diverse proposte sempre in materia di sostegno al settore immobiliare. Viene infatti prevista una conferenza preliminare obbligatoria nel campo della finanza di progetto, nuovo impulso agli studi di fattibilità, una norma che prevede l’innalzamento dal 50 al 60 per cento della percentuale minima di affidamento di lavori a terzi nelle concessioni. Inoltre vi è anche una norma che stabilisce l’utilizzo da parte dei Comuni, del credito di imposta sui dividendi distribuiti dalle società controllate o partecipate che forniscono servizi pubblici locali.

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Detrazione 36