Depositi bancari e postali: dal 2013 aumenta l’imposta di bollo

Di questo passo tornerà di moda l'usanza di tenere i risparmi nel materasso?

di Redazione InvestireOggi, pubblicato il
Di questo passo tornerà di moda  l'usanza di tenere i risparmi nel materasso?

Sull’imposta di bollo sui depositi titoli, sia bancari che postali, e sui prodotti finanziari,  è intervenuto il Ministero dell’economia che ha fornito importanti precisazioni.

Con il decreto del Ministero dell’economia e delle finanze del 24 maggio, si è dato attuazione infatti alle disposizioni contenute nella manovra salva Italia, riguardanti l’imposta di bollo  sui conti correnti e sui prodotti finanziari. Soffermandoci in particolare sul bollo sui prodotti finanziari e sui depositi bancari e postali, la misura dell’imposta in tal caso è proporzionale dell’1 per mille per l’anno in corso, il 2012 e sale all’1,5 per mille dal 2013 in poi.

 

Prodotti finanziari: cosa sono

Innanzitutto è bene specificare che per prodotti o strumenti finanziari si intendono, ai sensi dell’articolo 1 del decreto legislativo 24 febbraio 2998, n. 58, ivi compresi i depositi bancari e postali, anche se non rappresentati da certificati:

–   valori mobiliari;

–  strumenti del mercato monetario;

–  quote di un organismo di investimento collettivo del risparmio;

–  contratti di opzione, contratti finanziari a termine standardizzati («future»), «swap», accordi per scambi futuri di tassi di interesse e altri contratti derivati connessi a valori mobiliari, valute, tassi di interesse o rendimenti, o ad altri strumenti derivati, indici finanziari o misure finanziarie che possono essere regolati con consegna fisica del sottostante o attraverso il pagamento di differenziali in contanti;

– strumenti derivati per il trasferimento del rischio di credito;

–  contratti finanziari differenziali.

 

Bollo prodotti finanziari: base imponibile

L’imposta di bollo su base annua in tal caso è applicata dagli enti gestori in funzione del valore di mercato o, in mancanza, del valore nominale o di rimborso dei prodotti finanziari, compresi i depositi bancari e postali, anche se rappresentati da certificati. Se dovesse mancare il valore di mercato e quello nominale o di rimborso, si assume il costo di acquisto come desumibile dalle evidenze dell’intermediario. La base imponibile del bollo sui depositi bancari e postali viene determinata inoltre al termine del periodo rendicontato oppure, qualora dovesse mancare la rendicontazione,  al 31 dicembre di ogni anno. Il valore dei prodotti finanziari invece è rilevato in modo puntuale al termine del periodo di rendicontazione; è quella che risulta dalle comunicazioni e rendiconti periodici. In assenza di rendicontazione periodica e per i buoni postali fruttiferi, il valore è rilevato al 31 dicembre di ogni anno.

 

Imposta di bollo sui depositi: il decreto del Ministero

Il periodo di riferimento per il calcolo dell’imposta di bollo dovuta è l’anno civile. Se le comunicazioni sono inviate periodicamente nel corso dell’anno ovvero in caso di estinzione o di apertura dei rapporti in corso d’anno, l’imposta è rapportata al periodo rendicontato. Il decreto in questione fornisce importanti precisazioni, per cui si stabilisce che ai fini della determinazione dell’imposta da parte dell’ente gestore si tiene conto del valore dei prodotti finanziari rilevato al termine del periodo rendicontato, come risulta dalle comunicazioni periodiche relative al rapporto intrattenuto e dal rendiconto effettuato sotto qualsiasi forma o, in assenza di rendicontazione, al 31 dicembre di ogni anno.

 

Imposta di bollo sui depositi: esenzione

Se, in costanza di rapporto, sia all’inizio che al termine del periodo rendicontato, non sono presenti prodotti finanziari, né sono state registrate movimentazioni nel corso del periodo stesso, l’imposta non è dovuta.

 

Imposta di bollo sui depositi: più gestori

Si precisa inoltre che in presenza di più gestori, le comunicazioni relative a prodotti finanziari rilevanti, ai fini dell’applicazione dell’imposta, sono quelle inviate dall’ente gestore che intrattiene direttamente con il cliente un rapporto di custodia, amministrazione, deposito, gestione o altro stabile rapporto.

 

 

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Argomenti: Imposta di bollo