Definizione agevolata avvisi bonari. Ecco il software del Fisco per fare i conteggi

L'Agenzia delle entrate ha pubblicato il foglio di calcolo che può essere d'aiuto per l'individuazione degli importi residui da versare

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Smentendo i più scettici, l’Agenzia delle entrate nella giornata di ieri ha provveduto a pubblicare il foglio di calcolo grazie al quale è possibile determinare il totale dovuto ai fini della definizione agevolata degli avvisi bonari. Infatti, come riportato nel comunicato stampa pubblicato ieri, per agevolare i contribuenti nella determinazione dell’importo residuo da versare, con sanzioni ridotte, è stato predisposto un apposito foglio di calcolo – xlsx.

Il foglio di calcolo è già utilizzabile da tutti i contribuenti che siano privati, imprese o professionisti.

Detto ciò, per interfacciarsi con l’Agenzia delle entrate ossia per meglio verificare il totale dovuto ovvero per fare contestazioni in merito all’importo richiesto dal Fisco, è sempre disponibile il canale Civis.

La definizione agevolata degli avvisi bonari

Quando parliamo di definizione agevolata degli avvisi bonari, facciamo riferimento alla sanatoria di cui alla Legge di bilancio 2023, rispetto alle comunicazioni di irregolarità da controllo automatico emesse sia in campo redditi che Iva.

Grazie alla sanatoria, il contribuente ha la possibilità di chiudere la partita con il fisco pagando: l’imposta contestata (o i contributi previdenziali), gli interessi e le somme aggiuntive rispetto ai crediti previdenziali. Detto ciò, anche le sanzioni devono essere pagate. Tuttavia, aderendo alla definizione agevolata, il contribuente paga le sanzioni al 3% anziché al 10%.

Possono aderire alla sanatoria anche coloro i quali stanno già pagando quanto contestato dal Fisco con l’avviso bonario. Da qui, è corretto affermare che la sanatoria riguarda anche i piani di rateazione in corso al 1° gennaio 2023.

Come da circolare n°1/2023:

Per rateazioni in corso al 1° gennaio 2023 si intendono le rateazioni regolarmente intraprese in anni precedenti (a prescindere dal periodo d’imposta), per le quali, alla medesima data, non si è verificata alcuna causa di decadenza ai sensi dell’articolo 15-ter del DPR n.

602 del 1973.

In tale caso, chi intende aderire alla sanatoria, dovrà ricalcare il totale dovuto. Considerando che sul totale dovuto a titolo di imposta, le sanzioni andranno calcolate al 3% e non al 10%. Così ad esempio, su un totale residuo a titolo di imposta pari a 400 euro, le sanzioni scendono da 40 a 12 euro.

Le scadenze delle rate trimestrali

Gli importi dovuti possono essere versati fino ad un massimo di 20 rate trimestrali di pari importo. Sotto tale aspetto, la definizione agevolata è più vantaggiosa della rottamazione-quater.

Si ponga attenzione al fatto che:

  • la prima rata deve essere pagata entro il termine di trenta giorni dal ricevimento dell’avviso bonario;
  • sono dovuti gli interessi da dilazione (codice tributo 9002) al tasso del 3,5% sull’importo delle rate successive, calcolati dal primo giorno del secondo mese successivo a quello di elaborazione della comunicazione.

Le rate trimestrali nelle quali il pagamento e’ dilazionato scadono l’ultimo giorno di ciascun trimestre.

Nel complesso, la definizione agevolata riguarda gli avvisi bonari da controllo automatico delle dichiarazioni, art.36-bis del DPR 600/73 e 54-bis del DPR 633/1972, rispetto ai quali, alternativamente:

  • non sia scaduto il termine di pagamento ossia non siano decorsi trenta giorni dal ricevimento dell’avviso (90 gg in caso di avviso telematico all’intermediario) o della comunicazione definitiva, contenente la rideterminazione in sede di autotutela delle somme dovute, a seguito delle puntualizzazioni fornite dal contribuente o dal sostituto d’imposta;
  • la notifica(recapito) al contribuente, sia avvenuta successivamente all’entrata in vigore della Legge di bilancio;
  • il pagamento è già in essere con apposito piano di rateazione.

Definizione agevolata avvisi bonari. Pronto il software per il conteggio

In base alla ricostruzione fatta finora, i contribuenti potrebbero avere difficoltà a calcolare gli importo dovuti ai fini della definizione agevolata. Soprattutto rispetto alle rateazioni in corso.

Proprio per questo, l’Agenzia delle entrate ieri ha informato i contribuenti della pubblicazione di un apposito foglio di calcolo.

Grazie al foglio di calcolo è possibile individuare il residuo dovuto ai fini della sanatoria.

Chi ha un piano di rateazione in corso può:

  • pagare il residuo in unica soluzione o in forma rateale;
  • mantenere la durata originaria del piano di rateazione;
  • estendere il piano di rateazione in essere fino a 20 rate trimestrali.

A ogni modo, tramite il Canale Civis, è possibile avere tutta l’assistenza del caso.

Nel caso in cui si tratta di un avviso binario di nuova emissione, avviso bonario da controllo automatico, il contribuente può (Fonte portale Agenzia delle entrate):

  • accedere al canale di assistenza Civis se si è abilitati ai servizi telematici (Fisconline ed Entratel)
  • telefonare alle Sezioni di assistenza multicanale al numero verde 800.90.96.96 (da telefono fisso) o allo 0696668907 (da telefono cellulare)
  • rivolgersi a un qualsiasi ufficio dell’Agenzia delle Entrate, fornendo gli elementi che provano la correttezza dei dati dichiarati. Se l’ufficio rettifica parzialmente l’importo, il termine per usufruire della sanzione ridotta parte dalla data di comunicazione della correzione. In questo caso, al contribuente viene consegnato un nuovo modello F24 con l’indicazione dell’importo rettificato. Trascorsi i 30 giorni senza il pagamento, l’ufficio avvia la procedura di riscossione per recuperare l’imposta, gli interessi e la sanzione piena (30%).

Detto ciò, la pubblicazione del foglio di calcolo è sicuramente un’ottima notizia per i contribuenti che intendono aderire alla sanatoria.

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