Deduzione costi per delocalizzazione di attività economiche danneggiate dal sisma

I costi sostenuti per delocalizzare immediatamente e temporaneamente una attività economica danneggiata da un sisma sono deducibili.

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I costi sostenuti per delocalizzare immediatamente e temporaneamente una attività economica danneggiata da un sisma sono deducibili.

Sono deducibili i costi sostenuti per la delocalizzazione immediata e temporanea delle attività economiche danneggiate dagli eventi sismici. È questa la conclusione ribadita dall’Agenzia delle Entrate nella Risposta n. 390 del 7 ottobre 2019.

I fatti

La risposta fornita dagli Uffici dell’Agenzia delle Entrate trae origine da un quesito sottoposto da una Società erogante servizi di elaborazione dati contabili e consulenza aziendale/fiscale, la cui attività veniva svolta in un immobile detenuto in locazione e sito in uno dei Comuni colpiti dal sisma verificatosi nel Centro Italia nel 2016. Il Comune dove l’immobile è sito rientra nella c.d. area del “cratere sismico” di cui all’allegato n. 2, del Decreto Legge n. 189 del 17 ottobre 2016, convertito con modificazioni dalla Legge n. 229 del 15 dicembre 2016. A causa dei danni strutturali subiti a seguito degli eventi sismici, con apposita ordinanza sindacale veniva certificata l’inagibilità dell’immobile.

L’istante Società presentava la domanda per ottenere il contributo di delocalizzazione ai sensi dell’ordinanza n. 9 del 14 dicembre 2016, articolo 1, comma 3, denominata “Delocalizzazione immediata e temporanea delle attività economiche danneggiate dagli eventi sismici del 24 agosto, 26 e 30 ottobre 2016”.

A seguito di ciò e dell’erogazione del contributo richiesto, la Società interpella l’Agenzia delle Entrate per accertarsi se i costi sostenuti per la delocalizzazione della propria attività produttiva (quali ad esempio il canone di locazione, gli impianti elettrici ed idraulici, il ripristino e l’acquisto di nuova attrezzatura), siano interamente deducibili dal reddito d’impresa in base al principio della competenza economica e se il contributo di delocalizzazione erogato a copertura di tali costi sia non imponibile ai fini delle imposte dirette.

La soluzione interpretativa proposta dal contribuente

L’istante Società ritiene di portare in deduzione l’intero costo sostenuto per l’adattamento del nuovo locale contabilizzando, nel rispetto del principio di competenza economica, i canoni di locazione in base ai periodi di riferimento, ammortizzando invece i costi per i beni strumentali.

Parallelamente il contributo per la delocalizzazione verrà allocato tra i ricavi sotto la voce “altri ricavi e proventi” effettuando una variazione in diminuzione del reddito nel quadro RF in sede dichiarativa così da non assoggettare ad imposta quanto percepito.

Il parere dell’Agenzia delle Entrate

L’Ufficio, in premessa, fornisce il quadro normativo contenuto nel D.L. n. 189 del 2016 concernente “Interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici del 2016”, Capo III “sospensione di termini e misure in materia fiscale”. In particolare il dettato dell’art. n. 47 recita: “Per i soggetti che hanno sede o unità locali nel territorio dei Comuni di cui all’articolo 1, che abbiano subito danni, verificati con perizia asseverata, per effetto degli eventi sismici di cui all’articolo 1, i contributi, gli indennizzi e i risarcimenti, connessi agli eventi sismici, di qualsiasi natura e indipendentemente dalle modalità di fruizione e contabilizzazione, non concorrono alla formazione del reddito imponibile ai fini delle imposte sul reddito e dell’imposta regionale sulle attività produttive.”.

Lo stesso Ufficio nel fare un richiamo alla normativa relativa ai contributi ed agli indennizzi erogati a favore delle imprese colpite dagli eventi sismici dell’aprile del 2009 in Abruzzo (ai sensi dell’art. 3, comma 1, lettera l), del D.L. n. 39 del 28 aprile 2009, convertito con modificazioni, dalla Legge n. 77 del 24 giugno 2009) ricorda di aver già fornito indicazioni sulla casistica dibattuta all’interno della Circolare n. 44/E del 13 agosto 2010 (paragrafo 2.2) in cui si chiariva l’irrilevanza ai fini delle imposte sui redditi e della imposta regionale sulle attività produttive dei contributi ricevuti a titolo di risarcimento danni: “Il contributo ricevuto per il risarcimento danni in un esercizio successivo a quello in cui si è verificato l’evento dannoso costituisce sopravvenienza attiva che non concorre alla determinazione del reddito se è prevista l’irrilevanza fiscale del contributo stesso.

I costi sostenuti per il ripristino dei beni e delle scorte danneggiati, nel caso di specie in seguito al sisma che ha colpito la Regione Abruzzo, sono deducibili tanto ai fini delle imposte dirette, secondo le ordinarie regole del TUIR, quanto ai fini dell’Irap. In linea generale, eventuali contributi erogati per la copertura di dette perdite concorrerebbero ordinariamente alla formazione del reddito senza produrre alcuna limitazione alla deducibilità dei relativi costi coperti. La circostanza che una norma di legge esenti espressamente un contributo o un indennizzo, non inficia la deducibilità dei costi riferibili ai beni e alla scorte danneggiati”.

In considerazione dei parallelismi tra il dettato normativo del D.L. n. 189/2016 e del D.L. n. 39/2009 e seppur non trattata direttamente la tematica della deducibilità, l’Ufficio ritiene applicabili i chiarimenti forniti nella citata Circolare 44/E del 2010 e pertanto la non partecipazione dei contributi ricevuti alla determinazione del reddito poiché fiscalmente irrilevante.

In conclusione

In virtù della normativa emanata a seguito degli eventi sismici e dei chiarimenti forniti dall’Agenzia delle Entrate, i contributi ricevuti per la delocalizzazione andranno allocati in un conto di “sopravvenienze attive” per poi trovare spazio nelle variazioni in diminuzione dal reddito nel relativo modello dichiarativo così da non assoggettare a tassazione quanto ricevuto a titolo di indennizzo.

Parallelamente i costi sostenuti dal contribuente per la delocalizzazione potranno essere contabilizzati e dedotti dal reddito in base al principio di competenza temporale.

È pertanto da ritenersi corretta l’interpretazione fornita dal contribuente di contabilizzare i canoni di locazione nei periodi di riferimento (così come tutti i costi di esercizio) e di assoggettare ad ammortamento i costi relativi ai beni strumentali così da dedurli negli esercizi in cui daranno la propria utilità all’attività economica.

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