Decreto vaccini obbligatori più leggero: passano da 12 a 10, ecco quali restano

Scendono i vaccini obbligatori per la frequenza della scuola: vediamo le novità del decreto vaccini.

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Scendono i vaccini obbligatori per la frequenza della scuola: vediamo le novità del decreto vaccini.

Dopo una lunga polemica e una lunga analisi, il Senato ha iniziato la modifica del decreto vaccini che, pena la decorrenza dei termini, la Camera non potrà più modificare.

Le novità rispetto alla versione precedente del decreto è un alleggerimento delle vaccinazioni obbligatorie che da 12 scendono a 10 e delle sanzioni pecuniarie ridotte per i genitori che non vaccinano i propri figli con l’eliminazione dell’obbligo di segnalazione al Tribunale dei minori non vaccinati.

Alle modifiche dà il suo consenso anche  l’Istituto superiore di Sanità secondo cui la riformulazione del decreto è pienamente rispondente ad affrontare le problematiche epidemiologiche del Paese.

Per i bambini da iscrivere alla scuola materna o che frequentano la scuola elementare, media e i primi due anni di quella superiore, restano obbligatori 10 vaccini: poliomelite, tetano, difterite, epatite B, hemophilus influenzae B, pertosse, morbillo, parotite, rosolia e varicella.

I vaccini gratuiti contro meningococco B e C, contro lo penumococco e il rotarivirus sono soltanto consigliati.

A 3 anni dall’approvazione della legge, in ogni caso, la lista dei vaccini obbligatori potrà allungarsi o restringersi in funzione dei dati epidemiologici e delle coperture vaccinali raggiunte. Se si supererà la soglia del 95% di immunizzati, quindi, la lista dei 10 vaccini obbligatori potrebbe anche restringersi poiché con lo scattare dell’”effetto gregge” la trasmissione del virus è impedita. Al contrario, però, in caso di focolai la lista potrebbe allungarsi.

Le multe per i genitori che non vaccinano i figli iscritti alla scuole elementari, medie e superiori è ridotta da 7500 a 2500 euro andando verso la soppressione della norma che obbligava la segnalazione dei minori non vaccinati alla Procura (che avrebbe potuto comportare, in alcuni casi, anche la revoca della potestà genitoriale).

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