Decreto Transizione 4.0: via libera anche dalla Corte dei Conti

L’obiettivo è quello di avviare una nuova politica industriale del Paese che sia in grado di sostenere una veloce ripresa dell’economia dopo l’emergenza Covid-19

di , pubblicato il
L’obiettivo è quello di avviare una nuova politica industriale del Paese che sia in grado di sostenere una veloce ripresa dell’economia dopo l’emergenza Covid-19

È stato registrato dalla Corte dei Conti il decreto attuativo del Piano Transizione 4.0 firmato dal Ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli. Lo si apprende dal comunicato stampa apparso sul sito del MISE il 19 giugno 2020. Si attende ora la sola pubblicazione in Gazzetta ufficiali.

Come già illustrato in un nostro precedente articolo e come si apprende dal sito istituzionale del ministero stesso, il Piano Transizione 4.0 è la nuova politica industriale del Paese che prevede “una maggiore attenzione all’innovazione, agli investimenti green e per le attività di design e ideazione estetica”. Le principali azioni che vi rientrano riguardano il credito d’imposta per investimenti in beni strumentali; il credito d’imposta ricerca, sviluppo, innovazione e design; il credito d’imposta formazione 4.0.

Il decreto, dunque, reca disposizioni applicative della disciplina dei menzionati crediti d’imposta concernenti, in particolare: la definizione delle attività di ricerca e sviluppo (articolo 2), delle attività di innovazione tecnologica (articolo 3) e delle attività di design e ideazione estetica ammissibili (articolo 4); l’individuazione, nell’ambito delle attività di innovazione tecnologica, degli obiettivi di innovazione digitale 4.0 e degli obiettivi di transizione ecologica rilevanti per la maggiorazione dal 6% al 10% dell’aliquota del credito d’imposta (articolo 5); la determinazione e la documentazione delle spese ammissibili al credito d’imposta (articolo 6).

Favorire la ripresa dopo il Covid-19

Come espressamente indicato nel comunicato in argomento, con le misure indicate la finalità è quella di “incentivare e supportare la competitività delle nostre imprese e valorizzare il Made in Italy “, con l’obiettivo di “di avviare una nuova politica industriale del Paese che sia in grado di sostenere una veloce ripresa dell’economia dopo l’emergenza Covid”. Le risorse mobilitate con il Piano saranno circa 7 miliardi di euro per le imprese che maggiormente punteranno sull’innovazione, gli investimenti green, in ricerca e sviluppo, in attività di design e innovazione estetica, sulla formazione 4.0.

Si tratta di ambiti nei quali, dice il comunicato, “sarà sempre più fondamentale investire nei prossimi anni per favorire il processo di transizione digitale del nostro sistema produttivo, anche nell’ambito dell’economia circolare e della sostenibilità ambientale, e accrescere le competenze tecnologiche dei lavoratori.

Il decreto, oltre a consentire alle imprese di condurre gli investimenti in corso e di programmare quelli successivi con maggiori certezze sul piano operativo e interpretativo, definisce le modalità attuative del nuovo credito d’imposta per il periodo successivo al 31 dicembre 2019. Si definiscono in particolare i criteri tecnici per la classificazione delle attività di ricerca e sviluppo, di innovazione tecnologica e di design e innovazione estetica ammissibili al credito d’imposta, nonché l’individuazione, nell’ambito delle attività di innovazione tecnologica, degli obiettivi di innovazione digitale 4.0 e di transizione ecologica rilevanti per la maggiorazione dell’aliquota del credito d’imposta. Sono inoltre individuati i criteri per la determinazione e l’imputazione temporale delle spese ammissibili e in materia di oneri documentali”.

Argomenti: , ,