Decreto sviluppo 2012: cambiano le detrazioni al 36 e 55%

Il Governo approverà oggi il pacchetto di misure per la crescita che mette mani sulle detrazioni al 36 e 55% per le ristrutturazioni edilizie e il risparmio energetico

di Redazione InvestireOggi, pubblicato il
Il Governo approverà oggi il pacchetto di misure per la crescita che mette mani sulle detrazioni al 36 e 55% per le ristrutturazioni edilizie e il risparmio energetico

 Il decreto sviluppo 2012 prevede l’aumento della detrazione Irpef al 36% e la riduzione di quella al 55%, riordino degli incentivi per le imprese e la sospensione del Sistri.

 

Dopo settimane di rinvio, il decreto Sviluppo 2012 è sul tavolo del Consiglio dei Ministri proprio oggi  e si discuterà entro la giornata sull’adozione di un pacchetto di misure che permetteranno la tanto famigerata crescita del nostro Paese. Vediamo brevemente quali misure sono al vaglio del Governo tecnico.

 

Decreto sviluppo 2012: edilizia

 Innanzitutto si segnalano le misure fiscali legate all’edilizia, come l’introduzione dell’Iva sulle cessione e locazione di nuovi immobili rimasti invenduti.

 

Aumento detrazione Irpef 36%

 Da segnalare è l’aumento della detrazione Irpef al 36% per i lavori di ristrutturazione edilizia che dal 36 passerebbe al 50%, con un tetto massimo di spesa non più di 48mila euro ma di 6mila. Un aumento a tempo però, visto che si parla fino al 30 giugno 2013.

 

Riduzione detrazione Irpef 55%

 Interventi mirati anche sulla detrazione Irpef al 55% per interventi di risparmio energetico. In tal caso si prevede una proroga di 6 mesi sì, ma rivisitando la detrazione Irpef che scende dal 55 al 50% per le spese sostenute dal 1° gennaio al 30 giugno 2013. In sostanza si prevede un allineamento tra le detrazione Irpef al 36 e quella al 55.

 

 Credito imposta ricerca e sviluppo

 Tra le altre misure che sono oggetto del decreto Sviluppo 2012 si ricorda il credito di imposta per la ricerca e sviluppo che non riguarderà gli investimenti, ma solo le assunzioni di personale qualificato, nel limite del 35% con un limite di spesa pari a 200mila euro ad impresa.

 

Riordino incentivi aziende

 Da ultimo, si segnala anche il possibile riordino degli incentivi alle imprese cancellando ben 43 norme, con un risparmio di risorse che confluirà nel c.d. Fondo unico per la crescita sostenibile.

 

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Argomenti: Bonus e detrazioni, Manovre Fiscali e Finanziarie