Decreto Sviluppo 2012: cambia il credito d’imposta per la ricerca

In dirittura d'arrivo il decreto sulla crescita in cui il bonus per la ricerca e sviluppo punta sulle assunzioni di soggetti in possesso di dottorati di ricerca universitari e non più sugli investimenti

di Redazione InvestireOggi, pubblicato il
In dirittura d'arrivo il decreto sulla crescita in cui il bonus per la ricerca e sviluppo punta sulle assunzioni di soggetti in possesso di dottorati di ricerca universitari e non più sugli investimenti

Al vaglio il decreto sviluppo 2012 che rimodella il credito di imposta per la ricerca e lo sviluppo delle aziende, puntando alle assunzioni qualificate di personale e non più agli investimenti.

 

Credito imposta ricerca e sviluppo

Il decreto sviluppo dell’era Passera sta per essere varato e porta con sé numerose novità, tra cui quelle legate al c.d. bonus per la ricerca e sviluppo, anche conosciuto con l’acronimo credito di imposta R&S. Le risorse stanziate dal Governo tecnico ammonterebbero a circa 25 milioni per quest’anno e saliranno a 50 milioni per l’anno prossimo, il 2013. In sostanza, nelle intenzioni del Governo Monti e del Ministero per lo sviluppo economico guidato da Corrado Passera si pensa ad un credito di imposta da concedere alle imprese non per investimenti in attività di ricerca e sviluppo, ma per le assunzioni di personale che siano mirate a questi scopi. Più in particolare si pensa all’attribuzione di un credito di imposta per le aziende della misura del 35% del costo aziendale sostenuto per le assunzioni a tempo indeterminato di personale con precisi requisiti.

 

I requisiti per l’assunzione

Questi requisiti riguardano da una parte il limite anagrafico, devono infatti essere soggetti under 35 anni, e dall’altra i titoli professionali posseduti, ossia un dottorato di ricerca universitario. Se un’azienda assume un soggetto in possesso di un dottorato universitario con meno di 35 anni, potrà avere un credito di imposta pari al 35% del costo aziendale sostenuto per l’assunzione. Il requisito anagrafico si abbassa dai 35 ai 30 anni, in caso l’azienda assuma personale in possesso di laurea magistrale in discipline di ambito tecnico o scientifico impiegato in attività di R&S. Ma i requisiti per accedere al beneficio non si arresterebbero qui. Si prevede infatti, nella bozza del decreto sviluppo del Governo Monti, che i titoli accademici debbano essere posseduti da non più di 6 mesi oppure che il personale assunto non debba aver svolto attività retributiva da almeno 6 mesi.

 

La procedura & la decadenza dal bonus

Dal punto di vista procedurale inoltre, si prevede che le imprese debbano presentare un’apposita istanza di accesso al credito di imposta, direttamente al Mise che provvederà ad erogare il beneficio rispettando i limiti di spesa, fissati in 25 milioni per il 2012 e 50 per il 2013. Il credito di imposta ricerca e sviluppo 2012, così come riformulato dal Governo tecnico, potrebbe decadere qualora le assunzioni di personale si rivelino non aggiuntive o se i posti di lavoro creati non sono conservati per almeno 3 anni, o per due anni in caso di piccole  e medie imprese. Il credito di imposta del 35% viene perso qualora venga attuata una violazione della normativa fiscale e contributiva di almeno 5 mila euro. Tra gli adempimenti richiesti all’azienda che voglia beneficiare del credito ricerca e sviluppo in questione, rivela l’obbligo di certificazione da parte di un revisore contabile o dal collegio sindacale sulla cui base dovranno essere effettuati i  relativi controlli.

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Argomenti: Bonus e detrazioni, Aziende e Società, Lavoro e Contratti