Decreto sviluppo 2011: sul condono fiscale arriva altolà della Corte dei Conti

Tracciabilità pagamenti e prelievo contanti sempre al centro dell'agenda politica del decreto sviluppo 2011

di Alessandra M., redazione Investireoggi.it, pubblicato il
Tracciabilità pagamenti e prelievo contanti sempre al centro dell'agenda politica del decreto sviluppo 2011

Al lavoro sul decreto sviluppo 2011 – La lettera dei provvedimenti, ed i tempi di attuazione degli stessi, inviata all’unione europea è stata consegnata da un po’ di giorni e l’esecutivo lavora per rispettare le scadenze previste. Tiene banco in particolare il contenuto del decreto sviluppo che dovrebbe riportare interventi in grado di stimolare la crescita economica e far riguadagnare terreno in termini di prodotto interno lordo al nostro paese.

Stretta sulle norme antiriciclaggio 2011 prelievo contanti – Uno dei punti più discussi è quello della soglia sotto la quale è possibile effettuare il pagamento in contanti. Il problema della tracciabilità delle spese  è stato, e continua ad essere, uno dei chiodi fissi del governo visto il suoi impatto sul contrasto all’evasione. Infatti  già il decreto legge 78 del 2010 aveva abbassato tale soglia a 5000 euro e poi interventi successivi, come la manovra di ferragosto, hanno portato il limite a 2500 euro. Ma non basta, come dimostra anche la richiesta fatta dalle associazioni di imprese al governo, visto che nella bozza del decreto sviluppo  è contenuto un articolo che prevede di abbassare a 500 euro la soglia limite di pagamento in contanti, oltre la quale scatta il provvedimento di irrogazione sanzioni in tema di riciclaggio.

Tracciabilità pagamenti – Inoltre i recenti interventi legislativi hanno anche provveduto ad implementare altre azioni in tema di riciclaggio e tracciabilità. Grazie ai dl 98 e 138 del 2011 infatti si avrà la possibilità di creare una lista selettiva di contribuenti attraverso le comunicazioni effettuate dagli intermediari finanziari. Tali movimenti di denaro potrebbero essere incrociati con i dati provenienti dalle dichiarazioni fiscali e successivamente si potrebbero attivare controlli attraverso i moderni strumenti anti evasione, quali il redditometro e lo speso metro.

INDAGINI FINANZIARIE PERSONE FISICHE

Nuovi poteri in tema di indagini finanziarie – Altra stretta anti evasione deriverà anche dai nuovi poteri dell’amministrazione finanziaria in tema di indagini finanziarie. Infatti sarà possibile classificare come ricavi presunti i bonifici apparsi sul conto dei quali non si riesce a giustificare la provenienza.  Al riguardo dovrebbe essere utile dividere il conto corrente dell’attività privata da quello utilizzato per l’attività economica. Tenendo in maniera ordinata tutte le attestazioni e giustificazioni dei vari prelievi e versamenti si dovrebbe giustificare ogni transazione. Inoltre ulteriore cautela dovrebbe essere l’evitare i prelievi per cassa effettuati sul conto aziendale, in quanto a posteriori sarebbero molto difficili da giustificare ( o in alternativa tenere un registro dettagliato in merito alle giustificazioni delle operazioni effettuate). Occhio anche alla possibilità di ricollegare i movimenti relativi ai conti correnti di terzi al proprio, in quanto diverse sentenze hanno dato ragione all’agenzia delle entrate in merito.

Ricostruzione redditi: le recenti sentenze della Cassazione in merito – Infatti in merito alle ricostruzione del reddito, effettuate anche senza ausilio delle indagini finanziarie, ogni prova contraria deve essere fornita dal contribuente, ed anche se i conti correnti sui quali si è effettuata la ricostruzione sono intestati a terze persone. Infatti alcune sentenze delle Cassazione hanno legittimato l’operato dell’amministrazione finanziaria in questo campo, rendendo di fatto legittimi anche gli accertamenti effettuati su conti correnti di terzi, compresi familiari. Anche qui occorre che il contribuente fornisca le giustificazioni complete sui movimenti di denaro che sono stati effettuati.

Condono fiscale: a che punto siamo?

Condoni in Italia  – Per quanto riguarda i condoni, il cantiere è ancora aperto. I dati Istat hanno evidenziato come i condoni effettuati in Italia abbiano prodotto un  incasso per l’erario di oltre 62 miliardi di euro solo negli ultimi 30 anni. In totale i condoni effettuati solo nel nostro secolo sono stati 58 e, facendo un breve calcolo, si scopre come questi abbiano garantito un introito di oltre 2,1 miliardi di euro l’anno con punte nel 2003 quando una sanatoria definita “totale” permise di incassare oltre 17 miliardi di euro.

Condono Berlusconi  – Tuttavia per quello che sarebbe il terzo condono dei governi guidati dall’attuale premier Berlusconi vi sono diversi ostacoli all’attuazione. In primis Bankitalia che ha già dichiarato prudenza in merito alla possibile attuazione di nuove sanatorie. In particolare sono stati evidenziati gli effetti discorsivi che un condono ha nel corretto rapporto fisco contribuente. A riprova di ciò il fatto che nonostante i numerosi condoni l’evasione fiscale in Italia ha continuato ad aumentare ( il messaggio è stato quindi che tutto era lecito visto che prima o poi un condono avrebbe premesso di riparare ai torti commessi).

Il no della Corte dei Conti e dei dottori commercialisti – Sulla stessa linea anche la Corte dei Conti che ha rimarcato il ruolo  del condono nel rendere inefficaci i vari sforzi nella lotta all’evasione.  Al coro di no si associano anche i commercialisti ribadendo che i condono generano sì degli incassi una tantum ma minano alla base il rapporto che vi è tra l’amministrazione finanziaria ed i contribuenti.

Il parere di chiesa e sindacati – Infine anche il clero ed i sindacati si aggiungono al partito dei contrari ai condoni.  I vescovi infatti giudicano inopportuno un condono in questo periodo in quanto andrebbe ancora di più ad intaccare la credibilità del nostro paese, circostanza che avrebbe pesanti situazioni economiche visto anche che potrebbe incidere con una caduta del rating, come già avvenuto nel passato. I sindacati invece si allineano a quanto detto dalla corte dei conti in merito: i condoni possono generare incassi provvisori, ma il messaggio dato è quello di rendere vani gli sforzi compiuti in materia di evasione.

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