Decreto sviluppo 2011, controlli fiscali e previdenziali: la nuova tempistica

La manovra finanziaria 2011 e il decreto sviluppo hanno introdotto novità sui controlli fiscali: obiettivo limitare le vessazioni, favorendo il coordinamento tra gli enti preposti

di Alessandra M., redazione Investireoggi.it, pubblicato il
La manovra finanziaria 2011 e il decreto sviluppo hanno introdotto novità sui controlli fiscali: obiettivo limitare le vessazioni, favorendo il coordinamento tra gli enti preposti

Manovra finanziaria 2011 e decreto sviluppo 2011

In precedenza abbiamo trattato l’argomento relativo all’ introduzione di alcune norme favorevoli al contribuente in tema di fisco e previdenza sociale. Infatti le disposizione contenute all’ interno della manovra finanziaria recentemente approvata e quelle inerenti il decreto sviluppo hanno contribuito a rendere meno vessatori gli interventi da parte degli ispettori del fisco ( ma anche di quelli Inps e dei monopoli di Stato).

Decreto sviluppo controlli fiscali

In tale ottica occorre inquadrare anche le recenti disposizioni richiamate dal Decreto sviluppo in tema di controlli fiscali e previdenziali. Nei mesi scorsi peraltro gli imprenditori avevano già lamentato una certa assiduità degli ispettori a controllare spesso gli stessi nominativi. Gli esponenti del Governo erano corsi ai ripari garantendo che nessun contribuente sarebbe stato vessato . Inoltre diverse circolari ministeriali avevano fatto in modo che venissero quasi del tutto tralasciate le posizioni dei contribuenti residuali ( cioè quelle per le quali gli importi sono bassi). Si è tentato anche di non controllare sempre gli stessi contribuenti facendo in modo che i prima di ogni controlla la posizione del contribuente da verificare venga monitorata.

Controlli fiscali agenzia delle entrate

Il recente Decreto Sviluppo ha ribadito la condotta da seguire in caso di ispezioni e controlli. Infatti adesso gli ispettori dell’ Agenzia delle  Entrate, dei Monopoli di Stato, dell’ Inps e della Guardia di Finanza prima di ogni controllo dovranno coordinarsi tra di loro e seguire un piano che tenga conto delle ispezioni fatte da enti precedenti. Inoltre per effettuare un successivo controllo da parte di uno degli enti sopra richiamati dovranno intercorrere almeno sei mesi dal precedente. Ancora, ogni ispezione potrà al massimo durare 15 giorni presso la sede del contribuente controllato. Tale norma , almeno per quanto riguarda i controlli di natura fiscale, era stata precedentemente introdotta già dallo Statuto del contribuente, al quale gli ispettori dovevano attenersi.

Vi sono comunque delle esenzioni i richiamati doveri. Non sono stati inseriti tutti gli enti  che operano in materia di prevenzione e tutela della salute oltre a quelli che si occupano di sicurezza. Pertanto se il Decreto non verrà integrato gli enti che operano in tale campo saranno esentati dal seguire le regole  citate nel Decreto Sviluppo, e non effettueranno i controlli seguendo il piano prestabilito. Inoltre la norma è previsto che non sia applicata per i controlli nelle materie richiamate, che abbiano carattere di urgenza ed immediatezza.

Controlli fiscali 2011

In ogni caso sebbene le norme siano immediatamente applicabili per renderle effettivamente operativa occorrerà attendere l’ emanazione di un decreto del Ministero del’ Economia di concerto con il Ministero del Lavoro da adottare entro metà di Ottobre del 2011. Il Decreto dovrà anche fornire le modalità operative per rendere possibile un maggiore coordinamento. Infatti grazie allo scambio di informazioni tra i vari enti sarà più facile avere un quadro completo del contribuente per quanto riguarda gli aspetti fiscali e previdenziali. Non si esclude che le verifiche vengano fatte presso la sede del contribuente direttamente da più enti congiunti ( Inps, GdF, Agenzia delle Entrate, ecc.).

All’ interno del Decreto fissate anche norme che rendono più agevole lo scambio di informazioni con i Comuni, chiamati sempre di più a dare una mano nel controllo dei potenziali evasori. All’ interno della norma legislativa non compare però Equitalia, che sembra estranea allo scambio di informazioni.

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Normativa e Prassi

I commenti sono chiusi.