Bonus Covid, seconda ondata: entro 10 giorni i bonifici ma solo per chi supera i controlli preventivi

Stanno per arrivare i bonifici e gli aiuti promessi nel decreto Ristori ma solo per chi supera i controlli preventivi

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aiuti per ristoranti chiusi e controlli preventivi

Stanno per arrivare i nuovi aiuti promessi nel decreto Ristori per le attività chiuse a causa della seconda ondata del Covid. Lo conferma il governo che stima una decina di giorni dalle domande per i bonifici di pagamento. Tuttavia queste transazioni saranno anticipate da controlli preventivi anti furbetti.

Le verifiche serviranno ad evitare tentativi di frode ed elusione ai danni dello Stato in un periodo critico e di emergenza come quello attuale. Ecco perché, non appena saranno inoltrate le istanze, e prima di pagare i nuovi bonus legati al Covid, l’Agenzia delle Entrate procederà al controllo dei requisiti. Solamente chi risulterà veramente titolato ai contributi a fondo perduto riceverà prontamente il bonifico sul conto.

I bonus in questione si rivolgono ai settori più colpiti da questa seconda ondata: ristoranti e bar ma anche sport, turismo e commercio.

Come si svolgeranno i controlli sulle domande

I dati inseriti nella domanda per il contributo a fondo perduto, saranno incrociati con quelli dell’anagrafe tributaria. Se risulteranno discrepanze tra quanto dichiarato verrà bloccato il pagamento del bonus Covid. Solo se le informazioni coincideranno si procederà con il versamento sul conto entro dieci giorni.

 

Vale la pena, dunque, ricordare i requisiti richiesti.

 

I nuovi sussidi stanziati dal decreto Ristori spettano a:

  • titolari di partita IVA alla data del 25 ottobre 2020 (escluse le p IVA aperte dopo questa data);
  • coloro che esercitano in modo prevalente una delle attività identificate dai CODICI Ateco ai quali vengono riconosciuti gli aiuti;
  • hanno perso, in base al fatturato dichiarato, almeno i due terzi ad aprile 2020 rispetto allo stesso mese dell’anno scorso.

 

Attenzione perché obiettivo degli aiuti è quello di evitare la chiusura definitiva delle attività, piegate dalla crisi pandemica.

Non hanno, per questo motivo, diritto al bonus coloro che chiuderanno la partita Iva alla data di emissione del bonifico o di presentazione della domanda.

Concludendo, dunque, possiamo schematizzare come segue il fulcro dei controlli fiscali. Questi si concentreranno su:

  • fatturato dichiarato;
  • tipo di attività e operatività della partita IVA.
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