Il decreto Ristori bis proroga il secondo acconto imposte 2020: i soggetti interessati

La proroga al 30 aprile 2021 del secondo o unico acconto imposte 2020 non viene legata al calo di fatturato

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La proroga al 30 aprile 2021 del secondo o unico acconto imposte 2020 non viene legata al calo di fatturato

Il decreto Ristori bis, varato da Governo il 6 novembre 2020 e contenente ulteriori misure di sostegno all’economia dopo le altre restrizioni fissate a fronte dell’emergenza Covid-19, che hanno visto delimitarsi nel nostro territorio nazionale tre diverse aree di rischio (gialla, arancione e rossa) ciascuna caratterizzata da misure differenziate, ha stabilito tra l’altro:

  • il rinvio al 30 aprile 2021 del termine di versamento per il secondo o unico acconto delle imposte in scadenza il 30 novembre 2020.

Ma chi sono per ora i soggetti interessati?

Proroga secondo o unico acconto imposte 2020 del decreto Ristori-bis: i requisiti

Il rinvio non riguarda tutti, ma solo quelle attività che operano in uno scenario di massima gravità e da un livello di rischio alto (zona rossa e zona arancione). Inoltre deve trattarsi:

  • di soggetti tenuti all’applicazione degli Indici di affidabilità fiscale (ISA)
  • dei contribuenti che applicano i regimi forfetari o di vantaggio
  • di coloro che partecipano a società, associazioni e imprese con redditi prodotti in forma associata, nonché a quelle che consentono di optare per il regime di cd. trasparenza fiscale.

Non è previsto alcun requisito legato al calo di fatturato e, quindi, nessun requisito reddituale.

La proroga del secondo o unico acconto 2020 del decreto Agosto

La proroga in esame non va confusa con quella di cui all’art. 98 del decreto Agosto, con cui il legislatore, per gli stessi soggetti di cui sopra, ha prorogato al 30 aprile 2021 il secondo o unico acconto imposte in scadenza il 30 di questo mese di novembre 2020 (vedi anche Proroga 2° acconto imposte: le regole per i forfetari).

Tuttavia, in questo, caso la proroga non è legata all’ubicazione dell’attività sul territorio nazionale (quindi opera indipendentemente da se l’attività è ubicata in zona gialla, arancione o rossa).

Per contro è legata al fatturato, poiché il contribuente ne può godere a condizione che ci sia stata una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi di almeno il 33% nel primo semestre dell’anno 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019.

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