Decreto Ristori: a causa della crisi di Governo, le indennità potrebbero tardare ad arrivare, ma i lavori vanno avanti

Nonostante la crisi di Governo, sono state predisposte le nuove misure di sostegno per i lavoratori, le famiglie e le imprese.

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Nonostante la crisi di Governo, sono state predisposte le nuove misure di sostegno per i lavoratori, le famiglie e le imprese.

Il decreto ristori 5, complice l’attuale crisi di Governo, si sta facendo attendere. Ovviamente, il tutto a discapito dei cittadini in difficoltà economica a causa dell’emergenza sanitaria del Coronavirus e delle politiche di contenimento adottate dal nostro Paese.

Soltanto ieri, il Ministro dello Sport Vincenzo Spatafora ha affermato che, proprio a causa di questa crisi di Governo, i bonus covid per i lavoratori dello sport potrebbero tardare ad arrivare: “questa assurda, grave e sconsiderata crisi con le conseguenti dimissioni del presidente del Consiglio hanno prodotto un rallentamento ai lavori e non è ancora chiaro come evolverà la situazione”.

In questi giorni, Anche la Ministra del lavoro e delle politiche sociali è intervenuta sulla vicenda. Ecco le sue parole.

Ristori e Crisi di governo

Il Paese reale ha bisogno di risposte concrete, non di una crisi di Governo incomprensibile. Lo scrive la Ministra Catalfo con un post sulla propria pagina fecebook.

Nonostante l’attuale situazione politica, spiega Ministra, i lavori relativi ai nuovi ristori stanno andando avanti.

Sono state predisposte le nuove misure di sostegno per i lavoratori, le famiglie e le imprese, in particolare:

  1. altre settimane di cassa integrazione Covid per tutte le aziende e un’ulteriore proroga per quelle dei settori che più faticano a ripartire;
  2. estensione del blocco dei licenziamenti;
  3. integrazione salariale dei lavoratori dell’Ex-Ilva;
  4. una proroga della NASpI, del Reddito di emergenza e un rifinanziamento del fondo per gli autonomi e i professionisti istituito in legge di Bilancio, in modo da garantire loro un “anno bianco” contributivo.

Il secondo punto riguarda le riforme strutturali, in particolare quella degli ammortizzatori sociali. “L’attuale sistema degli ammortizzatori” (…) “va infatti modificato in favore di un meccanismo universalistico, semplificato e fortemente legato alle politiche attive e alla formazione.

Queste, conclude la Ministra, “sono e restano le priorità per il nostro Paese”.

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