Decreto Rilancio: le principali misure a sostegno di lavoratori e famiglie

La guida illustra le principali misure a sostegno di famiglie e lavoratori contenute nel decreto Rilancio dopo la conversione in legge del 17 luglio 2020

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La guida illustra le principali misure a sostegno di famiglie e lavoratori contenute nel decreto Rilancio dopo la conversione in legge del 17 luglio 2020

Il decreto Rilancio (decreto – legge n. 34 del 2020) è stato convertito in Legge n. 77 del 17 luglio 2020 e contiene, tra l’altro, numerose misure destinate a sostegno di famiglie e lavoratori dopo l’emergenza sanitaria ed economica da Covid-19. Si va dalla proroga della cassa integrazione all’aumento del periodo di congedo parentale; dal bonus per i lavoratori domestici all’incremento del bonus baby-sitting; dallo stop a pignoramenti e pensioni all’aumento dei giorni di permesso legge 104; dall’istituzione del Rem alla proroga NASPI. Nella presente guida andremo, dunque, ad illustrare le predette ed altre misure in tema di lavoro.

Cassa integrazione guadagni ordinaria (CIGO) e assegno ordinario

Si conferma la durata massima del beneficio della CIGO e assegno ordinario di 9 settimane per periodi decorrenti dal 23 febbraio 2020 al 31 agosto 2020, incrementando tali periodi di ulteriori 5 settimane nel medesimo arco temporale per i soli datori di lavoro che abbiano interamente fruito il periodo precedentemente concesso fino alla durata massima di 9 settimane. È altresì riconosciuto un eventuale ulteriore periodo di durata massima di 4 settimane di trattamento per periodi decorrenti dal 1° settembre 2020 al 31 ottobre 2020. Stesso principio anche per la cassa integrazione in deroga.

Per i datori di lavoro dei settori turismo, fiere e congressi e spettacolo, è possibile usufruire delle predette 4 settimane anche per periodi precedenti al 1° settembre, a condizione che i medesimi abbiano fruito delle precedenti 14 settimane. Ai beneficiari di assegno ordinario inoltre spetta, in rapporto al periodo di paga adottato e alle medesime condizioni dei lavoratori ad orario normale, l’assegno per il nucleo familiare.

Si consente esclusivamente ai datori di lavoro che abbiano interamente fruito del periodo precedentemente concesso fino alla durata massima di 14 settimane di usufruire di ulteriori 4 settimane di erogazione dei trattamenti di cui ai medesimi articoli anche per periodi decorrenti antecedentemente al 1° settembre 2020.

Cassa integrazione straordinaria

Si incrementa il periodo massimo di erogazione del beneficio, confermato in 9 settimane per periodi decorrenti dal 23 febbraio 2020 al 31 agosto 2020, di ulteriori 5 settimane nel medesimo periodo per i soli datori di lavoro che abbiano interamente fruito del periodo precedentemente concesso. È altresì riconosciuto un eventuale ulteriore periodo, di durata massima di 4 settimane di trattamento, per periodi decorrenti dal 1° settembre 2020 al 31 ottobre 2020. Stessi principi sono applicati anche alla Cassa integrazione in deroga.

Sospensione delle misure di condizionalità del reddito di cittadinanza

Viene estesa da 2 a 4 mesi la sospensione degli obblighi legati alla fruizione del reddito di cittadinanza e dei relativi termini previsti, delle misure di condizionalità e dei relativi termini comunque previsti per i percettori di NASPI e di DISCOLL, e per i beneficiari di integrazioni salariali degli adempimenti relativi agli obblighi delle procedure di avviamento a selezione, nonché dei termini per le convocazioni da parte dei centri per l’impiego per la partecipazione ad iniziative di orientamento.

Lavoratori danneggiati dal virus COVID-19

Viene riconosciuta anche per i mesi di aprile e maggio 2020 l’indennità di 600 euro (prevista per il solo mese di marzo 2020 dall’articolo 44 del decreto Cura Italia) a sostegno del reddito dei professionisti iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria. Si dispone, altresì che per il riconoscimento della suddetta indennità, i soggetti titolari della prestazione, alla data di presentazione della domanda, non devono essere in alcuna delle seguenti condizioni:

  • titolari di contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato;
  • titolari di pensione.

Inoltre si riconosce ai liberi professionisti titolari di partita IVA attiva alla data del 19 maggio 2020, iscritti alla Gestione separata INPS, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, che abbiano subito una comprovata riduzione di almeno il 33% del reddito del secondo bimestre 2020, rispetto al reddito del secondo bimestre 2019, un’indennità per il mese di maggio 2020 pari a 1.000 euro.

È riconosciuta in favore di titolari di rapporti di collaborazione presso il CONI (Comitato Olimpico Nazionale Italiano), il CIP (Comitato Italiano Paralimpico), le federazioni sportive nazionali, le discipline sportive associate, gli enti di promozione sportiva – riconosciuti dal CONI o dal CIP – e le società e associazioni sportive dilettantistiche un’indennità per i mesi di aprile e maggio 2020, pari a 600 euro.

Indennità lavoratori domestici

Si riconosce, in via transitoria, un’indennità in favore dei lavoratori domestici che abbiano in essere, alla data del 23 febbraio 2020, uno o più contratti di lavoro per una durata complessiva superiore a 10 ore settimanali. L’indennità è attribuita con riferimento ai mesi di aprile e maggio del 2020, nella misura di 500 euro mensili ed a condizione che il lavoratore non sia convivente con il datore di lavoro.

Il beneficio non spetta ai percettori del reddito di emergenza ovvero ai percettori del reddito di cittadinanza, per i quali l’ammontare del beneficio in godimento risulti pari o superiore all’ammontare delle indennità. Inoltre non è cumulabile con le altre indennità previste dal decreto Cura Italia e dallo stesso decreto Rilancio.

Blocco licenziamenti

È aumentato da 2 a 5 mesi il periodo nel quale sono vietati i licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo e inoltre si sospendono le procedure dei licenziamenti per giustificato motivo oggettivo in corso.

Viene inoltre concessa la possibilità al datore di lavoro, che nel periodo dal 23 febbraio 2020 al 17 marzo 2020 abbia proceduto al recesso dal contratto di lavoro per giustificato motivo oggettivo, di revocare in ogni tempo il recesso purché contestualmente faccia richiesta del trattamento di cassa integrazione salariale in deroga decorrente dalla data in cui abbia avuto efficacia il licenziamento. In tal caso, il rapporto di lavoro si intende ripristinato senza soluzione di continuità, senza oneri né sanzioni per il datore di lavoro.

Regolarizzazione rapporti di lavoro stranieri

Altra misura importante è quella riguardante la regolarizzazione dei rapporti di lavoro con gli stranieri. In particolare i datori di lavoro possono presentare domanda per assumere cittadini stranieri presenti nel territorio nazionale o per dichiarare la sussistenza di un rapporto di lavoro irregolare preesistente con lavoratori italiani o stranieri sottoposti a rilievi foto-dattiloscopici prima dell’8 marzo 2020 o soggiornanti in Italia prima di tale data in base alle attestazioni previste, ai fini della regolarizzazione del rapporto di lavoro.

Le istanze sono presentate previo pagamento di un contributo forfettario stabilito nella misura di 500 euro per ciascun lavoratore.

Inoltre è stabilita la concessione di un permesso di soggiorno temporaneo di 6 mesi, valido solo nel territorio nazionale, agli stranieri con permesso di soggiorno scaduto alla data del 31 ottobre 2019 che ne fanno richiesta e che risultino presenti sul territorio nazionale alla data dell’8 marzo 2020 e che abbiano svolto attività di lavoro nei settori di cui al comma 3, prima del 31 ottobre 2019 e sulla base di documentazione riscontrabile dall’Inps. Il permesso temporaneo è convertito in permesso di soggiorno per lavoro se il lavoratore viene assunto.

Proroga NASPI

Si proroga di due mesi, a decorrere dal giorno di scadenza e a determinate condizioni, la fruizione delle indennità di disoccupazione NASPI e DIS-COLL che terminano nel periodo compreso tra il 1° marzo 2020 e il 30 aprile 2020.

La suddetta proroga opera a condizione che le suddette indennità terminino nel periodo compreso tra il 1° marzo 2020 e il 30 aprile 2020 e che il percettore non sia beneficiario di una delle indennità riconosciute ad alcune categorie di lavoratori dal decreto Cura Italia e dal decreto Rilancio medesimo, in conseguenza della riduzione o sospensione dell’attività lavorativa durante l’emergenza epidemiologica da COVID-19.

L’importo riconosciuto per ciascuna mensilità aggiuntiva è pari all’importo dell’ultima mensilità spettante per la prestazione originaria.

Reddito di emergenza

Un’importate novità è quella di cui all’art. 82 del decreto in esame, con cui, a sostegno di famiglie e lavoratori si istituisce il Reddito di emergenza (Rem): si tratta di un sostegno straordinario al reddito rivolto ai nuclei familiari in condizione di necessità economica che, nel periodo emergenziale da COVID-19, non hanno avuto accesso alle altre misure di sostegno previste dal Decreto Cura Italia.

Il beneficio è corrisposto in due quote (ovvero può essere erogato per due volte) e l’importo di ciascuna quota è compreso fra 400 e 800 euro, a seconda della numerosità del nucleo familiare e della presenza di componenti disabili gravi o non autosufficienti (in questo ultimo caso fino a 840 euro, che rappresenta il livello massimo del trattamento), sulla base di una scala di equivalenza, fino ad un massimo di 2 o 2,1 in caso di disabili o non autosufficienti. Ai fini del beneficio è necessario il possesso dei seguenti requisiti:

  • un reddito familiare nel mese di aprile 2020 inferiore al beneficio Rem;
  • un valore ISEE inferiore a 15.000 euro;
  • un valore del patrimonio mobiliare familiare riferito al 2019 inferiore a una soglia di euro 10.000, accresciuta di 5.000 euro per ogni componente successivo al primo e fino ad un massimo di 20.000 euro. Il massimale è incrementato di 5.000 euro in caso di presenza nel nucleo familiare di un componente disabile o non autosufficiente.

Il Rem è erogato dall’INPS (scadenza domanda 31 luglio 2020) e non vi hanno diritto i soggetti che si trovano in stato detentivo, per tutta la durata della pena, nonché a coloro che sono ricoverati in istituti di cura di lunga degenza o altre strutture residenziali a totale carico dello Stato o di altra amministrazione pubblica. Nel caso in cui il nucleo familiare beneficiario abbia tra i suoi componenti soggetti di cui al primo periodo, il parametro della scala di equivalenza non tiene conto di tali soggetti.

Inoltre, il Rem non spetta se nel nucleo familiare sono presenti titolari di pensioni dirette o indirette, ad eccezione dell’assegno ordinario di invalidità; titolari di rapporto di lavoro dipendente la cui retribuzione lorda sia superiore alla quota Rem; percettori di Reddito di cittadinanza.

Smart working settore privato

Viene disposto che la modalità di lavoro agile (smart working), ossia il lavoro da casa o in altro luogo diverso dal posto di lavoro, possa essere applicata dai datori di lavoro privati ad ogni rapporto di lavoro subordinato anche in assenza degli accordi individuali previsti dalla normativa vigente e introducendo un diritto allo svolgimento del lavoro in modalità agile in favore dei genitori di figli minori di 14 anni, a condizione che ciò sia compatibile con la prestazione lavorativa.

Inoltre, fino alla cessazione dello stato di emergenza epidemiologica da COVID-19, il medesimo diritto allo svolgimento delle prestazioni di lavoro in modalità agile è riconosciuto, sulla base delle valutazioni dei medici competenti, anche ai lavoratori maggiormente esposti a rischio di contagio da virus COVID-19, in ragione dell’età o della condizione di rischio derivante da immunodepressione, da esiti di patologie oncologiche o dallo svolgimento di terapie salvavita o, comunque, che possono caratterizzare una situazione di maggiore rischiosità accertata dal medico competente, nell’ambito della sorveglianza sanitaria, a condizione che tale modalità sia compatibile con le caratteristiche della prestazione lavorativa.

I datori di lavoro devono comunicare al Ministero del lavoro e delle politiche sociali, in via telematica, i nominativi dei lavoratori e la data di cessazione della prestazione di lavoro in smart working.

Permessi per la 104

Viene incrementato di ulteriori complessivi 12 giorni, usufruibili nei mesi di maggio e giugno 2020, il numero di giorni di permesso retribuito riconosciuto dalla normativa vigente per l’assistenza di familiari disabili (c.d. permessi per la legge 104) e coperto da contribuzione figurativa.

Congedo parentale e bonus baby-sitting

Viene aumentato da 15 a 30 giorni la durata massima del congedo parentale introdotto in favore dei genitori lavoratori dall’articolo 23 del Decreto Cura Italia, riconosciuto sino al 31 agosto 2020 (in luogo del 31 luglio) e si incrementa da 600 a 1.200 euro l’importo massimo complessivo del voucher babysitting spettante in alternativa al suddetto congedo (per i dipendenti del settore sanitario l’aumento è da 1.000 a 2.000 euro), prevedendo che lo stesso voucher possa essere utilizzato anche per l’iscrizione ai centri estivi e ai servizi integrativi per l’infanzia.

Sospensioni dei pignoramenti su stipendi e pensioni

Si stabilisce la sospensione, nel periodo intercorrente tra il 19 maggio e il 31 agosto 2020, degli obblighi di accantonamento derivanti dai pignoramenti presso terzi effettuati dall’agente di riscossione sulle somme dovute a titolo di stipendio, pensione e trattamenti assimilati.

La disposizione prevede inoltre che, durante tale periodo, le somme che avrebbero dovuto essere accantonate non sono sottoposte al vincolo pignoratizio di indisponibilità, anche in caso di intervenuta ordinanza di assegnazione del giudice dell’esecuzione.

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