Decreto liquidita: Iva, contributi e ritenute rinviati

Il Consiglio dei Ministri ha da poco approvato il cosiddetto Decreto Liquidità. Fra le tante misure, lo stato rinuncia ad incassare (per il momento) 10 miliardi tra Iva, contributi e ritenute.

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Il Consiglio dei Ministri ha da poco approvato il cosiddetto Decreto Liquidità. Fra le tante misure, lo stato rinuncia ad incassare (per il momento) 10 miliardi tra Iva, contributi e ritenute.

Le misure già varate attraverso il decreto del 17 marzo 2020, il cosiddetto Decreto Cura Italia, sono state tante e di portata generale. Lo scopo, dichiarato dal Governo, è stato quello di garantire liquidità alle famiglie e alle imprese, in risposta all’emergenza epidemiologica del Coronavirus e ai suoi effetti negativi sul piano economico.

Come è stato chiaro fin da subito, la crisi economica che ne è seguita, e con cui dovremmo fare i conti anche nei prossimi mesi o anni, deve essere contrastata con mezzi idonei e particolari.

Nella giornata di ieri, 6 aprile 2020, è stato varato il cosiddetto “Decreto Liquidità”, un pacchetto di misure pensato, soprattutto, per le imprese. Fra le tante misure, arriva la sospensione dei pagamenti di Iva, contributi e ritenute per circa 10 miliardi di euro. Vediamo meglio di cosa si tratta.

Rinvio pagamenti di iva, contributi e ritenute

Uno dei tanti provvedimenti del cosiddetto Decreto Liquidità, come già detto, riguarda la sospensione dei pagamenti fiscali e contributivi.

In particolare, lo stato rinuncia ad incassare (per adesso) in totale ben 10 miliardi di euro, cosi suddivisi:

  • Ritenute sospese per circa 4,3 miliardi (2,5 miliardi per aprile e 1,771 miliardi per maggio);
  • l’Iva per 4,48 miliardi (2 miliardi per aprile e 2,4 miliardi per maggio).

 

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