Decreto Coronavirus marzo: più aiuti per lavoratori e famiglie. Nessuno escluso

Più aiuti per lavoratori e famiglie, Ma anche per i giovani. Tutti stanno facendo sacrifici e nessuno sarà abbandonato. Così il Governo aumenta gli investimenti per l'emergenza: aggiornamenti ultima ora.

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Più aiuti per lavoratori e famiglie, Ma anche per i giovani. Tutti stanno facendo sacrifici e nessuno sarà abbandonato. Così il Governo aumenta gli investimenti per l'emergenza: aggiornamenti ultima ora.

Con il nuovo decreto per il Coronavirus il governo il governo ha alzato la posta in gioco. Ai arriva a 25 miliardi. Un nuovo decreto è atteso per aprile. Queste le parole del premier Conte a margine di una conferenza stampa aperta a pochissimi giornalisti con accredito permanente: “il governo è vicino alle imprese, i professionisti, le famiglie, alle donne e gli uomini, i giovani che stanno facendo enormi sacrifici per tutelare il bene più alto. Nessuno deve sentirsi abbandonato e questo decreto lo dimostra”.

Che cosa prevede il decreto marzo per l’emergenza Coronavirus

Il decreto Marzo – così lo ha battezzato il ministro dell’Economia Lorenzo Gualtier – è un decreto consistente con cui diamo una prima risposta alla crisi. Abbiamo deciso di utilizzare tutto il limite di indebitamento netto approvato dal Parlamento. Con un finanziamento aggiuntivo significativo per il servizio sanitario nazionale e la protezione civile: risorse per quasi 3 miliardi e mezzo che ci consentiranno di sostenere il lavoro straordinario che stano svolgendo”.

10 miliardi sono destinati al sostegno dell’occupazione e dei lavoratori affinché nessuno si trovi senza lavoro finita l’emergenza. Le misure previste sono:

  • estensione degli ammortizzatori sociali a tutte le tipologie di lavoratori dipendenti e copriamo tutti i lavoratori stagionali;
  • voucher baby sitter per i genitori;
  • bonus per chi andrà a lavoro in azienda;
  • sospensione dell’obbligo di versamento per contributi;
  • sospensione rata dovuta oggi al 31 maggio per iva e contributi previdenziali.

In merito al congedo parentale di 15 giorni per chi ha figli minori di anni 12, retribuito al 50%, si legge che l’erogazione “è subordinata alla condizione che nel nucleo familiare non vi sia altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa o altro genitore disoccupato o non lavoratore”.

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