De Luca contro il reddito di cittadinanza: non si trovano camerieri

Il reddito di cittadinanza ha creato un esercito di inattivi. Secondo il presidente della Campania adesso non si trovano più lavoratori.

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Il reddito di cittadinanza ha creato un esercito di inattivi. Secondo il presidente della Campania adesso non si trovano più lavoratori.

Se a una persona è concessa una rendita, il reddito di cittadinanza, perché mai dovrebbe preoccuparsi di trovare un lavoro? La domanda, benché provocatoria, è più che lecita e la risposta scontata.

Se uno Stato può permettersi di mantenere la propria popolazione più indigente con una rendita pubblica, va da sé che non c’è niente di male. Il problema, però, è che l’Italia, con un debito pubblico astronomico (oltre 2.600 miliardi), non può permetterselo.

Reddito di cittadinanza a 2,8 milione di inattivi

Dare in media 573 euro al mese di reddito di cittadinanze a circa 2,8 milioni di persone (dati riferiti al mese di gennaio 2021) pesa enormemente sui conti pubblici. Non solo, la misura fortemente voluta dal Movimento 5 Stelle ha creato, oltre che indignazione generale, anche uno squilibrio occupazionale.

Chi infatti beneficia del reddito di cittadinanza non lavora e non si preoccupa di trovarsi occupazione. Stante anche il fatto che se 573 euro al mese possono sembrar pochi, un lavoro precario o part time non offrire maggiori guadagni al netto di tasse e contributi.

Tanto vale farsi mantenere dall’Inps. Lo Stato, del resto, finora non è stato nemmeno in grado di “sistemare” i percettori di reddito di cittadinanza trovando loro un impiego. Lo si è visto dal fallimento dell’opera svolta dai navigator. Figure professionali alle dipendenze dei Centri Impiego che avrebbero dovuto aiutare i “rentier” a trovare un lavoro. Ma finora, solo una piccola percentuale è stata sistemata.

De Luca contro il M5S

A prendersela di petto con chi ha inventato il reddito di cittadinanza è il governatore della Campania Vincenzo De Luca. Il presidente della Regione che ha avuto più nuclei beneficiari del reddito di cittadinanza (266 mila, pari al 21% del totale) non le manda certo a dire.

Per De Luca

non si trovano più camerieri e lavoratori per le attività stagionali, mi hanno detto che per questo alcune attività non riapriranno. Bene, questo è uno dei risultati paradossali dell’introduzione del reddito di cittadinanza. Se mi dai 700 euro al mese e vado a fare qualche doppio lavoro non ho interesse ad alzami alle sei e ad andare a lavorare in una industria di trasformazione agricola“.

Come dargli torto? La provincia di Napoli ha il doppio di percettori di RdC di quelli di Roma e oltre quattro volte quelli di Milano con un importo medio a nucleo di 650 euro. In pratica in provincia di Napoli c’è 1 persona coinvolta dal sussidio su 6, con 438.971 persone nelle famiglie beneficiarie, quasi quante quelle dell’intero Nord (452.044).

13 miliardi di spesa all’anno

Ma quanto spende lo Stato per pagare il reddito di cittadinanza? La cifra è imponente: 13 miliardi di euro all’anno, incluse le pensioni di cittadinanza. Soldi che – secondo De Luca – vanno a danno dell’occupazione, senza, però, curarsi di quanto l’evasione fiscale galoppi nella sua Regione o di quanto lavoro in nero ci sia.

Prendersela coi percettori del reddito di cittadinanza incolpandoli di “non voler lavorare” è quanto di più sbagliato possa esserci – tuona il 5 Stelle – che non ha mai smesso di criticare De Luca per le sue “sparate populiste” ad alzo zero.

Perché se c’è una cosa che in tempi di pandemia ha evitato a migliaia di famiglie di sprofondare nella povertà assoluta è stato proprio il reddito di cittadinanza. Reddito che è concesso solo nel rispetto di determinati e stringenti requisiti. Anche i controlli periodici sono più stretti e avvengono con periodicità.

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