Dazi USA: niente aumenti per vini e formaggi made in Italy

Scongiurati (per ora) nuovi aumenti sui dazi per vini, oli e formaggi italiani destinati all’export negli Stati Uniti. La disputa fra Ue e USA continua.

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Scongiurati (per ora) nuovi aumenti sui dazi per vini, oli e formaggi italiani destinati all’export negli Stati Uniti. La disputa fra Ue e USA continua.

Niente nuovi dazi dagli stati Uniti sui prodotti made in Italy. Gli aumenti previsti su olio, vino, salumi e pasta non ci saranno.

La decisione è arrivata nella notte direttamente dal presidente USA Donald Trump che ha risparmiato l’Italia (oltre a Gran Bretagna) dalle nuove imposizioni doganali sulle esportazioni. Sarà invece colpito l’export di Francia e Germania.

Dazi: Confagricoltura; scongiurati aumenti

I dazi Usa sulle importazioni di prodotti agroalimentari italiani restano invariati. Sono stati quindi congiurati gli aumenti – fino al 100% del valore – che erano stati in discussione nei giorni scorsi: “è un’ottima notizia perché l’inasprimento dei dazi avrebbe posto un ostacolo in più sulla strada verso la piena ripresa del sistema agroalimentare italiano dopo l’emergenza sanitaria“. Lo dichiara il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, rivolgendo “un particolare ringraziamento al governo e alla nostra rappresentanza diplomatica per l’efficace azione svolta nei confronti dell’amministrazione statunitense“. Gli Stati Uniti – ricorda Confagricoltura – sono il primo mercato di sbocco del Made in Italy agroalimentare fuori dalla Ue.

I dazi USA sui prodotti italiani

Nel 2019 l’export di settore ha superato 4,5 miliardi di euro. I vini, da soli, incidono sul totale per 1,5 miliardi. “E’ anche importante rilevare che gli Stati Uniti hanno formalmente espresso la disponibilità a negoziare con la Ue un accordo che metta fine al contenzioso ultradecennale sugli aiuti pubblici ai gruppi Airbus e Boeing – aggiunge Giansanti-. E’ una disponibilità che va colta con la massima urgenza da parte della Commissione europea, per raggiungere un’intesa che consenta di eliminare i dazi che gravano sui nostri prodotti dall’ottobre dello scorso anno“. I dazi, pari al 25% del valore, si applicano su formaggi – tra i quali Parmigiano Reggiano e Grana Padano – salumi, agrumi e liquori, per un totale di circa 500 milioni di euro. 

I dazi su Airbus

Il governo Usa ha reso noto che manterrà i dazi del 15% sugli aeromobili Airbus e quelli del 25% su altri prodotti europei, nonostante le iniziative dell’Unione Europea per risolvere una disputa che si trascina da 16 anni sui sussidi al settore aereo.

  Il rappresentante per il commercio Usa Robert Lighthizer – riferisce una fonte Reuters – ha detto che la Ue non ha adottato i provvedimenti necessari per essere conforme alle decisioni dell’Organizzazione mondiale del commercio (Wto) e Washington avvierà un nuovo processo per cercare di raggiungere una soluzione a lungo termine. Al momento la lista dei prodotti europei gravati da dazi negli Stati Uniti ammonta a 7,5 miliardi di dollari, ma trattative sono ancora in corso fra le due sponde dell’Atlantico per rimuovere le gabelle che gravano sull’export europeo. Al momento sono state ignorate le richieste dei funzionari Ue di abbassare le tariffe su cibo, vino e alcolici Ue, ma non sono stati aumentati i dazi su vodka, gin e birra, come minacciato. Il commissario europeo per il commercio Phil Hogan continuerà a dialogare attivamente con Lighthizer per raggiungere un accordo negoziato, ha aggiunto il funzionario, osservando che l’attuale rallentamento dell’economia ha messo in evidenza l’urgenza di porre fine alla disputa. Airbus, dal canto suo, ha fatto sapere che “si rammarica profondamente” della decisione degli Stati Uniti di mantenere i dazi in vigore sui propri aeromobili.

 

Vedi anche: Perché i dazi di Trump faranno aumentare spread e rendimenti BTp

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