Dati per le locazioni brevi: ecco il decreto MEF

Le strutture turistiche devono pubblicare nelle loro offerte il c.d. codice identificativo e per l’inosservanza sono previste sanzioni

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Le strutture turistiche devono pubblicare nelle loro offerte il c.d. codice identificativo e per l’inosservanza sono previste sanzioni

E’ stato pubblicato, sul sito del MEF (Ministro Economia e Finanze), il Decreto interministeriale 11 novembre 2020, per la fornitura dei dati concernenti le locazioni brevi, in applicazione di quanto previsto dall’art. 13-quater del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34 (c.d. decreto Crescita), convertito con modificazioni dalla legge 28 giugno 2019, n. 58.

La comunicazione dei dati delle locazioni brevi

A questo proposito, dobbiamo ricordare che il comma 2 del citato art. 13-quater, prevede che i dati relativi alle generalità delle persone alloggiate presso le strutture ricettive, comunicate dai gestori alla questura, siano forniti dal Ministero dell’interno, in forma anonima e aggregata per struttura ricettiva, all’Agenzia delle Entrate affinché siano resi disponibili, anche a fini di monitoraggio, ai comuni che hanno istituito l’imposta di soggiorno o il contributo di soggiorno.

Inoltre tali dati sono utilizzati dall’Agenzia delle Entrate medesima, unitamente a quelli trasmessi dai soggetti che esercitano attività di intermediazione immobiliare ai fini dell’analisi del rischio relativamente ai corretti adempimenti fiscale.

Il comma 3 dello stesso art. 13-quater, demanda ad un decreto MEF l’individuazione dei criteri, dei termini e delle modalità per l’attuazione delle predette disposizioni in tema di trasmissione e utilizzo dei dati sulle generalità dei soggetti alloggiati.

E’, quindi, arrivato il decreto menzionato in premessa dell’11 novembre 2020, di cui ora si attende solo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Il codice identificativo da riportare nell’offerta turistica

Per migliorare la qualità dell’offerta turistica, assicurare la tutela del turista e contrastare forme irregolari di ospitalità, anche ai fini fiscali, è altresì istituito presso il Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo una apposita banca dati delle strutture ricettive, nonché degli immobili destinati alle locazioni brevi presenti sul territorio nazionale, identificate secondo un codice alfanumerico, denominato “codice identificativo”, da utilizzare in ogni comunicazione inerente all’offerta e alla promozione dei servizi all’utenza.

L’inosservanza delle disposizioni sulla pubblicazione del codice comporta l’applicazione della sanzione pecuniaria da 500 euro a 5.000 euro. In caso di reiterazione della violazione, la sanzione è maggiorata del doppio.

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